Internazionalizzazione: arrivano nuovi contributi

maggio 26, 2016 at 8:32 am

InternazionalizzazioneLa Camera di commercio di Milano e Promos, azienda speciale per l’internazionalizzazione, danno il via al “Bando per l’internazionalizzazione delle MPMI milanesi”.

Il bando mette a disposizione delle imprese, con sede legale/operativa in provincia di Milano, 700 mila euro che verranno ripartiti in un pacchetto di servizi dedicati all’internazionalizzazione dell’impresa, a fronte di una spesa minima a carico dell’impresa beneficiaria.

I servizi proposti vanno dalle attività di mercato (scouting di fornitori e distributori, assistenza agli investimenti, analisi e presidio di settore) ad attività complementari (strumenti di comunicazione online e offline, formazione, esperti in azienda, consulenze legali, eventistica).

Commerciare con l’estero è diventato fondamentale per le imprese italiane e Milano è la città leader nel Paese in questo senso: da sola vale circa 100 miliardi di euro (37 miliardi per l’export e 62 per l’import) e rappresenta il 13% del totale italiano, seguita da Torino (38 miliardi di euro) e Vicenza (26 miliardi di euro); oltre quota 20 miliardi troviamo anche Roma, Brescia, Verona e Bergamo.

Unione Europea (55,5 miliardi) e Asia orientale (15,5 miliardi, in crescita del 9,2%), sono le aree con i maggiori volumi di scambio, mentre USA (+15,2% rispetto al 2014) e Germania (+8,7% dallo scorso anno) sono i Paesi di riferimento per export e import. Le esportazioni maggiori riguardano i macchinari con 7 miliardi, seguiti dalla moda con 5,6 miliardi (+6%) e dal settore  chimico con 4,6 miliardi (+6,4%.).

Le domande per il Bando devono essere presentate entro, e non oltre, le ore 12:00 del 31 gennaio 2017.

Vedi tutte le informazioni sul Bando per l’internazionalizzazione

Ricerca e innovazione: nuovo bando per le startup innovative

novembre 18, 2015 at 2:21 pm
Nuovi contributi per le startup innovaitve con il Bando Ricerca e Innovazione 2015

Nuovi contributi per le startup innovative con il Bando Ricerca e Innovazione 2015

“Solo chi è capace di produrre continuamente innovazione può avere successo”  firmato Andrea Pininfarina.

Questa frase rappresenta al meglio il momento di estrema vitalità che sta vivendo la città di Milano. Per stimolare questo entusiasmo, la Camera di Commercio pubblica il “Bando Ricerca e Innovazione 2015”, indirizzato a tutte le PMI lombarde e strutturato come un contributo a fondo perduto d’importo fisso con l’obiettivo di incoraggiare l’innovazione di processo, attraverso la creazione di nuove tecnologie digitali, e supportare l’avvio di nuove startup innovative in Lombardia

Ma cosa fa di un’azienda una startup?

Con startup innovativa s’intende, utilizzando la definizione del Decreto Legge 179/2012, una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.  Come requisiti principali una startup deve avere, come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi, il cui valore di produzione annuo non deve superare i 5 milioni di euro.

Entrare nel settore delle startup innovative in Lombardia significa entrare in un segmento di mercato molto vivo. Tutti i numeri del settore sono in crescita: secondo il report nazionale del terzo trimestre 2015 di “Info Camere” le startup innovative iscritte al Registro Imprese sono 4.704, in aumento del 11,8% rispetto a Giugno 2015. Milano e la Lombardia sono in prima linea in questo settore: la Regione Lombardia ospita il 21,6% del totale delle startup innovative nostrane, cioè 1.018; di queste 680, il 14,5% del totale, sono in provincia di Milano. Anche sul lato occupazionale si registrano numeri positivi: rispetto alla rilevazione del trimestre precedente, datata 30 giugno 2015, gli occupati del settore sono cresciuti del 24,6%.

Dato l’aumento del numero di startup innovative, di conseguenza crescono anche i profitti di settore. Una fotografia della situazione ci è fornita dallo “Start-Up Annual Report 2015” del Politecnico di Milano. Il rapporto stima che, nel 2015, gli investimenti nel settore delle startup toccherà quota 133 milioni di Euro, registrando un +11% rispetto al 2014. Facendo un’analisi territoriale, si nota come il 54% degli investimenti istituzionali del 2014 siano stati destinati a startup del Nord, contro il 16% del Centro Italia e il 30% di Sud Italia e Isole.

Conscio del potenziale delle startup innovative, il Governo ha approvato il Decreto Legge 03/2015, detto Investment Compact. L’obiettivo di questa legge è di aiutare lo sviluppo delle PMI italiane tramite una serie di facilitazioni. Tra i vari articoli ne troviamo alcuni specifici per le startup innovative:

  • viene estesa da 4 a 5 anni la possibilità di definirsi startup, dando così la possibilità di non pagare bollo e diritti di segreteria per un lustro;
  • viene creato un sito ministeriale apposito per startup, dove trovare bandi pubblici e privati, regolamentazioni e finanziamenti;
  • viene data la possibilità di fondare una startup attraverso un processo di firma elettronica senza la vidimazione di un notaio, permettendo un risparmio sui costi d’apertura.

Una serie di agevolazioni atte a semplificare l’accesso al settore, agevolazioni tra le quali s’inserisce anche il “Bando Ricerca e Innovazione 2015”. Le domande per il bando, dedicato solo alle imprese con sede legale in Lombardia, sono da presentare entro le ore 12.00 del 26 febbraio 2016, esclusivamente in forma telematica, dal portale Bandi Imprese Lombarde.

Accedere ai fondi europei con Sme’s Instrument: dati di partecipazione  

luglio 19, 2015 at 9:00 am

Sebbene l’Italia si collochi generalmente fra i primi paesi per numero di proposte presentate per accedere ai fondi europei, non ottiene un risultato altrettanto positivo per numero di progetti vinti.

Ma quante sono le aziende italiane che partecipano  a Horizon 2020 tramite lo Sme’sInstrument e come si sono classificate ?

Nella tabella qui di seguito possiamo vedere – per ogni scadenza – il rapporto fra tutte le proposte ricevute, quelle passate sopra la soglia di sufficienza e quelle finanziate.

Tabella riassuntiva partecipazioniAnalogamente, tra i progetti candidati ad accedere ai fondi europei Sme Instrument’s per la fase 2,  solo il 9,6% ha raggiunto il finanziamento, cioè 176 su 1823 (esclusi i progetti sottomessi a giugno 2015), ma anche in questo caso, la percentuale si innalza al 32% se consideriamo il totale dei progetti finanziati rispetto a quelli valutati sopra soglia.Osserviamo che sul totale di 8542 progetti presentati per la fase 1 (ad eccezione di quelli in fase di valutazione), solo l’8,6% ottiene il finanziamento, anche se, prendendo in considerazione solo i progetti valutati sopra la soglia di sufficienza (1125), la percentuale di progetti finanziati è più alta ed è del 65%.

Si evince quindi la necessità, per le imprese che si avvicinano a questo strumento, di avvalersi di consigli di esperti del settore che possono effettuare uno screening dell’idea progettuale prima della sua sottomissione in Europa.

Un utile riferimento è – ricordiamolo – Innovhub SSI – azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per l’innovazione e la ricerca che è Sportello APRE(Associazione per la Promozione della Ricerca Europea) per la Lombardia, con il compito di fornire alle imprese, università e a tutti i soggetti interessati informazioni e supporto sui temi di Horizon 2020. In particolare, le imprese interessate possono ottenere un prescreening gratuito per accedere alla fase 1 e  ricevere una consulenza su come migliorarla.

Scrivi a innovazione@mi.camcom.it per avere maggiori informazioni

Accedere ai fondi europei SME’s Instrument: oltre lo studio di fattibilità

luglio 14, 2015 at 9:49 am
E' possibile accedere direttamente alla fase 2 di SME's Instrument

E’ possibile accedere direttamente alla fase 2 di SME’s Instrument

Abbiamo già visto nei precedenti post, che lo Sme Instrument, lo strumento per accedere ai fondi europei messo a punto dalla Commissione per le PMI, è strutturato in  tre diverse fasi.

Per candidarsi, le imprese dovranno rispondere a una call in una delle  4 date di cut-off previste per ogni anno. Le proposte sono poi valutate in lotti dopo ogni  scadenza intermedia e l’esito della valutazione viene reso noto due mesi dopo per la fase 1 e quattro per la fase 2.

Se molte imprese che sperimentano per la prima volta il percorso per accedere ai fondi europei, hanno necessità di effettuare, sempre che siano candidabili, lo studio  di fattibilità della propria business idea previsto con la fase 1, ci sono imprese o ai consorzi già con le “idee chiare” e a loro la Commissione europea offre la  possibilità di candidarsi direttamente alla Fase 2

 Le imprese che si candidano direttamente alla fase 2 devono avere un business plan articolato in modo da accedere a numerose attività di  sperimentazione

Entrando più nel dettaglio, per accedere alla fase 2 è necessario:

  • essere una PMI
  • avere una idea progettuale ad uno stato già avanzato (= prototipo validato scientificamente)
  • essere da soli o avere un consorzio
  • avere un business plan avanzato di circa 30 pagine (qui il format)

Le attività progettuali, della durata di 1 o 2 anni circa, possono essere di testing, miniaturizzazione, sviluppo del prototipo, sperimentazione per l’applicazione sui mercati.

Per tutte le fasi dobbiamo verificare che la proposta progettuale rientri nel Work Programme, documento di riferimento che racchiude tutti i topic entro cui si può presentare la proposta progettuale.

Il manuale on line contenente regole pratiche e contenuti può offrire altre indicazioni utili per candidarsi con successo e accedere ai fondi europei in questione. Chi è interessato, può anche scrivere a innovazione@mi.camcom.it e ricevere così orientamento e consigli dagli specialisti di Innovhub SSI – azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per l’innovazione e la ricerca che è Sportello APRE (Associazione per la Promozione della Ricerca Europea) per la Lombardia, con il compito di fornire alle imprese, università e a tutti i soggetti interessati informazioni e supporto sui temi di Horizon 2020.

Accedere ai fondi europei: identikit delle imprese che ci sono riuscite

giugno 30, 2015 at 8:10 am

Struttura solida e buona conoscenza del mercato tra i punti forti delle PMI che sono riuscite ad accedere ai fondi europei tramite SME Instrument

Quali sono le caratteristiche delle imprese che sono riuscite ad accedere ai fondi europei dello SME Instrument? Ecco alcuni tratti comuni delle imprese vincitrici:

1-  esiste un prototipo del prodotto/idea, pronto per essere sottoposto ai primi test oppure pronto per essere ulteriormente sviluppato

2-  il 70% delle aziende vincitrici sono state create da almeno 4 anni

3- il 60% ha uno staff di almeno 6 persone

4- conoscono bene il mercato di riferimento e i propri concorrenti. Per questo sono anche preparati ad affrontarli

5-  sanno come trasformare il proprio prodotto/idea in opportunità commerciali

6 -  Il mercato di riferimento è l’Europa e, in alcuni casi, anche il mondo

Da Innovhub un servizio gratuito di orientamento e prescreening

Per avere maggiori informazioni su Horizon 2020 e SME Instrument,  reperire il materiale e le informazioni utili per presentare una proposta che consenta di accedere ai fondi europei, è possibile rivolgersi a Innovhub SSI – azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per l’innovazione e la ricerca che è Sportello APRE (Associazione per la Promozione della Ricerca Europea) per la Lombardia, con il compito di fornire alle imprese, università e a tutti i soggetti interessati informazioni e supporto sui temi di Horizon 2020. In particolare, le imprese interessate possono ottenere un prescreening gratuito per accedere alla fase 1 e  ricevere una consulenza su come migliorarla.

Scrivi a innovazione@mi.camcom.it per avere maggiori informazioni