Birra artigianale: l’espansione birraia in Italia

marzo 26, 2016 at 4:08 pm

Campo di granoL’Italia è, storicamente, un Paese legato al vino. Ma, da qualche anno a questa parte, la birra sta lentamente acquistando un ruolo di primo piano.

Secondo Coldiretti, infatti, nel 2015 la spesa per la birra è aumentata del 6%, maggiore incremento nel settore delle bevande alcoliche, nonostante un consumo di “soli” 29 litri annui pro capite, contro i 144 della Repubblica Ceca, primatista europea.

La spinta arriva soprattutto dall’esplosione dei microbirrifici italiani, che sono tali se la produzione non supera i 10.000 ettolitri annui, e dalla birra artigianale, la cui definizione è ancora in fase di specificazione.

Secondo il Rapporto dell’Osservatorio Altis-Unionbirrai sul segmento della birra artigianale in Italia, il numero di microbirrifici italiani è passato dai 335 del 2010 a oltre 800 a fine 2014, di cui oltre 160 solo in Lombardia.

L’aumento di micorbirrifici, incide anche sulla quantità di birra prodotta: la crescita annua dei ricavi di settore è del 18,3%, creando occupazione per circa 4.000 persone, con una forte differenziazione di prodotto. Un punto forte del mercato italiano è la spinta  all’esportazione: il 36% dei microbirrifici esporta all’estero e solo nel primo semestre del 2016 si è segnato un +27% rispetto all’anno precedente, in particolare verso la Gran Bretagna.

Le criticità maggiori per i microbirrifici italiani riguardano le accise e la concorrenza sia di altri microbirrifici che dell’industria.

Il Sole24Ore consiglia, a chi volesse aprire un microbirrificio, di muoversi così:

  • Sapersi distinguere: utilizzare ingredienti inaspettati per rendere unica la propria produzione è fondamentale, come ha fatto, ed esempio, il Birrificio San Gabriel di Treviso.
  • Attingere dalle risorse locali: sfruttare i sapori tipici e l’artigianato della propria terra può aiutare l’impresa a valorizzare il territorio e a costruirsi una rete di relazioni utili a ridurre il costo d’impresa, come ha il Birrificio Birroir di Udine.
  • Farsi guidare dalla passione: aprire un microbirrificio non vuol dire arricchirsi, ma vuole dire lavorare a qualcosa che si ama.

“Chi lo fa, lo fa per passione” dice Filippo Terzaghi, direttore di Assobirra.

Professione pulizie

agosto 3, 2015 at 10:00 am
A Milano le imprese di pulizie sono oltre 5mila

A Milano le imprese di pulizie sono oltre 5mila

Se il tempo delle pulizie di primavera è ormai passato, la necessità di veri “professionisti del pulito” non tramonta mai come suggeriscono le 41.116  imprese di pulizie attive in Italia, di cui oltre 5mila a Milano, cioè il 13% del totale nazionale con un aumento del 5,4% rispetto al 2014.

Pulizie: l’impresa è semplice, ma per differenziare il business occorrono altri requisiti e maggiore esperienza

Per chi fosse interessato a questa attività a base di detergenti e aspirapolveri, una prima considerazione è che si tratta di un’impresa piuttosto semplice se vengono offerti i servizi di pulizie e disinfezione, ma può rivelarsi più complessa se, ad esempio, si vuole diversificare il business con servizi come la disinfestazione, derattizzazione e sanificazione che richiedono requisiti tecnici specifici.

In Italia oltre il 64% delle imprese del settore sono ditte individuali, una forma giuridica che consente di avviare l’attività in un giorno se, come dicevamo, i servizi offerti sono quelli di pulizie e disinfezione. Per farlo, bisogna inviare telematicamente al Registro Imprese i moduli attestanti i i requisiti morali obbligatori, in particolare quello legato all’antimafia e all’onorabilità con la Segnalazione certificata di Inizio attività.

L’apertura in un giorno è anche possibile nel caso di società o cooperative sociali, previo possesso dei requisiti morali da parte di tutti i soci o dei soggetti che vi sono tenuti in base alla forma giuridica prescelta: un’indicazione puntuale è disponibile nel Manuale delle Camere di Commercio della Lombardia dedicato alle imprese di pulizie, che spiega inoltre i passi da compiere per l’iscrizione al Registro Imprese.

Se l’impresa, oltre alle pulizie, vuole offrire anche servizi di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, come accennavamo prima, sono necessari anche dei requisiti tecnico professionali consistenti nel possesso (da parte del titolare o del responsabile tecnico)  di uno specifico titolo di studio con almeno un corso biennale di chimica o nozioni di scienze naturali o biologiche o, in alternativa, di un’esperienza professionale nel settore di almeno 3 anni unita all’assolvimento dell’obbligo scolastico.

E, per allargare ulteriormente il business, una prospettiva interessante è quella di partecipare agli  appalti pubblici per l’affidamento dei servizi di pulizie: occorre però che l’impresa non sia alle prime armi. Devono infatti essere passati almeno due anni dall’inizio dell’attività, è previsto il possesso di specifici requisiti economico finanziari e, conseguentemente l’iscrizione a una fascia di classificazione definita in base al proprio volume d’affari.

Requisiti e …..

Se anche ci si limita alle attività di pulizia e disinfezione, per una buona partenza ci vuole qualcosa di più dei requisiti obbligatori richiesti. Dagli esperti arrivano almeno 3 consigli utili:

  1. farsi una buona conoscenza di materiali e prodotti   in modo da saperli utilizzare al meglio ed evitare possibili danni ai pavimenti e alle altre superfici
  2. fare un buon piano di comunicazione per farsi conoscere dai potenziali clienti anche attraverso la costruzione di un sito web
  3. definire un business plan che contenga, tra l’altro, a) un’accurata analisi del contesto e della concorrenza (chiedersi ad esempio se in zona ci sono più case o uffici), b) la definizione del target che si vuole raggiungere – se si guarda più alle famiglie e quindi ad appartamenti e conodomini o alle realtà non abitative come uffici, centri sportivi, etc – c) alcune scelte di fondo quali l’acquisto dei materiali in proprio o l’utilizzo di quelli messi a disposizione dal cliente.

Si possono poi mettere a punto piccole strategie per differenziare l’offerta, ad esempio utilizzare interamente prodotti ecocompatibili, magari fatti da sé come quelli realizzati nella fiera Fai la cosa Giusta

Gli imprenditori stranieri devono chiedere il riconoscimento di titoli e qualifiche professionali

Oltre un’impresa di pulizie a su quattro ha un titolare straniero (7.043), proveniente soprattutto da Romania (4,6% del totale), Egitto (4,3%). Seguono Albania, Marocco e Perù.

Se quindi un cittadino comunitario o extracomunitario intende svolgere in Italia un’attività non solo di pulizie, ma anche di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, dovrà attivare per tempo la procedura di riconoscimento del titolo o della qualifica professionale in suo possesso presso il Ministero per lo Sviluppo economico – Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione.

Cosa succede in città? Scoprilo sul taxi

luglio 31, 2015 at 9:45 am
A bordo dei taxi la newsletter di Expoincittà

A bordo dei taxi la newsletter di Expoincittà

Cosa succede in città? Circa 100 eventi al giorno, come risulta dal palinsesto di Expoincittà, la piattaforma che raccoglie e comunica in modo unitario tutti gli appuntamenti in programma nel periodo di Expo 2015 a Milano e provincia. E l’estate si preannuncia ghiotta con un terzo degli eventi racchiusi tra luglio e agosto.

Adesso, accanto ai 1000 punti fissi di distribuzione della newsletter con gli appuntamenti settimanali, il notiziario di Expoincittà sarà disponibile anche sui taxi grazie a un accordo tra gli operatori del settore e la Camera di Commercio di Milano. E i rappresentanti della categoria durante la conferenza stampa di lancio dell’iniziativa hanno valutato anche la possibilità di mantenere un servizio di questo tipo anche dopo l’Esposizione universale.

Si tratta di un nuovo passo per innalzare la qualità del servizio offerto, un impegno che gli operatori dei taxi milanesi hanno assunto anche formalmente sottoscrivendo la Carta dei valori e dei servizi che pone una serie di obiettivi e standard di qualità da rispettare, nella consapevolezza che il taxi rappresenta spesso una vera “porta di accoglienza” per la città. Le indicazioni contenute sono numerose e vanno dalla disponibilità a favorire il pagamento con carta di credito al multilinguismo consistente nella capacità di rispondere e fornire informazioni ai turisti stranieri, anche in una lingua diversa dall’inglese.

E per fare un po’ da ciceroni sulle bellezze cittadine, la Camera di Commercio di Milano ha realizzato per i tassisti una guida e un corso d’inglese scaricabili on line.

Gli eventi sul territorio si possono consultare anche on line sul sito Expoincittà mentre dal sito della Camera di Commercio si accede a un servizio anche in lingua inglese per conoscere le fiere in programma in tutta la regione.

Impresa e Città: focus su Milano dopo l’Expo

maggio 4, 2015 at 10:24 am

Expò è iniziato, 10 milioni i biglietti già venduti, ma come sarà Milano dopo Expo?  Su questo interrogativo  il nuovo numero di  Imprese & Città dedica il suo Focus.  Per alcuni mesi  Milano sarà al centro del mondo, come sfruttare questa opportunità?   Imprese & Città  fa il punto della situazione di un lungo  cammino su questo argomento  che ha attraversato l’esperienza di due riviste  Dialoghi internazionali  e appunto Imprese & Cittàimage_gallery (1)

In particolare si fa riferimento all’Expo per esemplificare il passaggio della città da un prima a un dopo, trattandosi di una manifestazione la cui realizzazione incide profondamente sulla vita della città, e che dopo la sua chiusura continuerà a essere al centro del dibattito cittadino.

Tutto il numero 6 è percorso dalla riflessione sul rapporto fra  centro e periferia e in apertura un’analisi di Gianfranco Dioguardi  sul progetto periferie del senatore Renzo Piano.  Con spirito analitico e concretezza imprenditoriale Dioguardi  rilegge e aggiorna il tema del “rammendo urbano”  e lo inserisce nel più ampio e meno generico discorso sulla  “manutenzione programmata della città”.

Monaco, terza città della Germania con una popolazione di circa 1,5 milioni di abitanti: i rilevanti risultati della città  e della sua area metropolitana sono  riconosciuti nelle principali classifiche di Città. Negli ultimi anni Monaco ha saputo attivare uno  sviluppo  insediativo che si irradia da più centri, è riuscita a generare  una nuova economia cognitiva e nuove elité sociali. Quali sono i fattori  che hanno permesso questi risultati? Quale ruolo hanno avuto le istituzioni? Sono questi i temi affrontati nella  sezione sulle trasformazioni del  XXI secolo.

E di istituzioni si parla anche nella sezione Nuovi processi di governo  dedicata ai beni ad alto consumo relazionale, ovvero quei beni  che non possono essere prodotti  e consumati se non vengono condivisi,  il tema viene poi ampliato anche a quelli contestuali, che mirano   a migliorare il contesto in cui operiamo, cognitivi, che ampliano la conoscenza e  infine a beni come l’acqua o l’housing che si posizionano tra mercato e sociale.

Questo e molto altro nel nuovo numero di Imprese & Città.

 

Tra tendenze, fiere, Expo, il “food” è cibo per l’economia

aprile 24, 2015 at 1:07 pm
Saporito e salutare: ecco il cibo nell'anno di Expo 2015

Saporito e salutare: ecco il cibo nell’anno di Expo 2015

Salute e sapore, i due must immancabili nel cibo del 2015

 Salutare, saporito e … salato: è il cibo che fa tendenza come rivela la ricerca realizzata dall’istituto Ipsos per Fiera Milano e presentata alla conferenza stampa di Tuttofood,  la terza fiera agroalimentare in Europa che dal 3 al 6 maggio offre una panoramica a 360 gradi del settore grazie all’offerta merceologica vastissima rappresentata da 2.800 espositori e integrata a un  palinsesto di eventi su tutto ciò che ruota intorno al mondo del food, showcooking, incontri di formazione sino a un contest sulla salumeria di qualità.

L’agroalimentare vanta numeri consistenti anche a Milano. Gli aspiranti imprenditori devono studiare modelli di business attenti ai nuovi stili di consumo del cibo e ai gusti che cambiano anche per l’apertura ad altre culture. 

A pochi giorni dall’inizio del tour nell’universo del cibo con Expo2015, la ricerca propone spunti di riflessione molto utili per chi intende avviare un’attività nell’agroalimentare, settore che è uno dei principali biglietti da visita dell’Italia nel mondo, con la sua grande tradizione enogastronomica (siamo il paese con il maggior numero di prodotti dop e igp in Europa ) e un sistema di 812mila imprese e 24 mld di export nel 2014. E, pur avendo un’economia basata più sui servizi che sull’agricoltura, tutta la provincia di Milano vede 5.156 imprese nell’agroalimentare con 31.473 addetti, un quarto del totale lombardo. Di questi, oltre 22mila lavorano nell’industria della trasformazione, in particolare prodotti da forno e farinacei, zucchero, cacao.

Chi vuole approfondire le caratteristiche del comparto agroalimentare a Milano e in Lombardia può consultare, a giorni, il sesto numero della rivista Impresa&Città di Camera di Commercio di Milano. Intanto con la ricerca Ipsos è possibile farsi un’idea più precisa sui comportamenti e i nuovi stili di consumo del cibo, con particolare riferimento a due categorie molto rappresentative, i baby boomers (50-64 anni) e i millennials (18-29 anni)

In merito, innanzitutto all’approccio del consumatore, ben il 70% degli intervistati è orientato verso la coabitazione virtuosa tra alimentazione sana e gusto, con una serie di implicazioni: un atteggiamento di salutismo definito dalla ricerca “non punitivo”, un’attenzione alle proprietà nutritive dei cibi superiore al 50% in tutte e due le categorie.

Complice anche la crisi, i segni di questa tendenza a Milano si erano già visti negli ultimi anni. L’ultima indagine sui consumi delle famiglie milanesi rilevava infatti l’intensificarsi di comportamenti  improntati alla razionalizzazione delle spese, ad una maggiore attenzione al prezzo ma prestando comunque attenzione alla qualità dei prodotti alimentari messi in tavola, a costo di doverne diminuire la quantità acquistata.

La ricerca Ipsos dice anche che i cibi freschi rappresentano un’aspirazione, mentre quelli confezionati costituiscono una scelta razionale, dettata principalmente da praticità e possibilità di variare. Inoltre, se il 6o% ritiene che il 2015 gastronomico sarà l’anno della riscoperta dei sapori tradizionali, il trend dei prossimi anni è la crescita di fresco, biologico e la ricerca di gusti delicati.

E lungo questo solco, c’è un’iniziativa che ha proprio la Camera di Commercio tra i suoi promotori: è la rivisitazione delle ricette tipiche della tradizione enogastronomica lombarda sulla base dei principi della dieta mediterranea: minestrone alla milanese, tortelli di magro con scarola dei colli di Bergamo e pomodorini, risotto con i fagioli di Pavia  e tante altre delizie da tutta la Regione.

Complessivamente il luogo elettivo per la cucina è la casa, anche perché le mura domestiche non limitano il contatto col mondo di cuochi e commensali: anzi, ai fornelli di casa si sperimenta la propria creatività per poi condividerla sui social network. Mangiar fuori è un’abitudine più diffusa tra i giovani millennials, che guardano all’aspetto della comodità del consumo del pasto fuori casa e strizzano l’occhio a  forme di ristorazione come lo street food, attività in ascesa nel nostro Paese. E, per dare un calcio al cerchio e uno alla botte, c’è chi a Milano si è persino inventato un’attività che concilia intimità domestica e comodità del ristorante.

E se il cibo italiano ha conquistato il mondo, anche il nostro modo di mangiare è sempre più influenzato da altre cucine. Tra i piatti stranieri trionfano kebab, hamburger e il sushi. Non potrebbe essere diversamente se pensiamo, ad esempio, che il 25,2% delle imprese attive nella ristorazione a Milano ha un titolare straniero con una crescita secondo i dati della Camera di Commercio del 7,5%tra il 2013 e il 2014.

Alla fiera Tutto food, ad Expo oppure on line: tanti luoghi fisici e virtuali dove farsi un’idea del business dell’agroalimentare e farsi conoscere 

Expo è il luogo e il momento giusto per una full immersion nel mondo del cibo con eventi che permettono di conoscere da vicino alimenti su cui può esserci uno specifico interesse : pane, latte, olio, caffè, pasta e tanti altri a cui sono dedicate le feste in programma nel calendario della manifestazione.

Per chi opera già nel settore, oltre a una visita a Tuttofood, ci sono numerose occasioni legate a Expo: una di queste è senz’altro la possibilità di accedere gratuitamente agli incontri di business organizzati dall’azienda speciale Innovhub con l’obiettivo di creare opportunità per le imprese che operano con competenze differenti dalla tracciabilità del cibo ai nuovi processi produttivi. Mentre per approcciare i mercati esteri Promos offre diverse possibilità di percorsi per l’internazionalizzazione nel settore eno-agro alimentare

Grazie alla collaborazione di tutte le Camera di commercio italiane c’è inoltre la possibilità di sfruttare gratuitamente la visibilità offerta da Italian Quality Experience, la vetrina italiana dell’agroalimentare targata Unioncamere per tutte le aziende interessate a far conoscere prodotti e territori in cui operano.