Trasparenza: l’accesso agli atti è un diritto per tutti

marzo 13, 2017 at 3:24 pm

dirittoRichiedere l’accesso agli atti della Camera di Commercio è un tuo diritto.

Le recenti normative in materia, pur mantenendo i capisaldi del diritto alla privacy e un’attenta regolamentazione della materia, ti garantiscono l’accessibilità a documenti, dati e informazioni detenuti da tutti gli enti pubblici: il diritto di accesso è infatti una della principali misure previste per favorire la trasparenza e prevenire la corruzione, rendendo la Pubblica Amministrazione (PA) una “casa di vetro”.

Anche la Camera di Commercio di Milano garantisce a tutti i cittadini il diritto di accesso e da oggi è possibile farlo con una semplice richiesta per tutte e tre le tipologie previste dalla normativa: l’accesso documentale, l’accesso generalizzato e l’accesso civico.

L’accesso documentale è il tradizionale accesso agli atti, già previsto dalla legge 241 del 1990: permette a chiunque di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti da una PA riguardanti attività di pubblico interesse, purché il richiedente abbia un interesse diretto, concreto e attuale rispetto al documento stesso. La richiesta di accesso, che può essere fatta online o presentando un modulo cartaceo, va quindi motivata, e l’ente è tenuto a rispondere entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. La Pubblica Amministrazione, una volta sentiti gli eventuali controinteressati, che hanno il diritto di opporsi alla richiesta, risponderà con un provvedimento scritto e motivato.

L’accesso generalizzato, disciplinato dall’articolo 5 comma 2 del decreto legislativo 33 del 2013, è stato recentemente introdotto dal d. lgs. 97 del 2016, sul modello del Freedom of Informaton Act (FOIA) statunitense. La fondamentale differenza rispetto al documentale sta nel fatto che non è richiesta la motivazione: questa tipologia di accesso può essere infatti richiesta anche in assenza dell’interesse diretto, concreto e attuale necessario per l’accesso documentale.

L’accesso civico invece, previsto dall’articolo 5 comma 1 del d. lgs. 33 del 2013, riguarda quei dati, documenti e informazioni oggetto di obbligo di pubblicazione da parte della PA. Il cittadino può quindi chiedere la pubblicazione di tutte quelle informazioni che l’ente aveva l’obbligo di pubblicare e ha omesso di farlo, o lo ha fatto solo parzialmente. Anche in questo caso l’ente ha 30 giorni di tempo per adempiere la richiesta, pubblicando il contenuto e comunicando al richiedente il link relativo.

L’accesso agli atti può essere effettuato online oppure presentando una richiesta all’URP della Camera di Commercio. Consulta la pagina dedicata per tutte le informazioni.

Imprese lombarde: contro la criminalità rigore e cultura della legalità

dicembre 12, 2014 at 1:55 pm

giustiziaDal 2000 al 2012 nel capoluogo lombardo sono stati 869 i soggetti indagati nell’ambito di 64 procedimenti penali aperti per il reato di associazione di tipo mafioso. Lo riferisce la ricerca “Espansione della criminalità organizzata nell’attività d’impresa al nord” promossa dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Assimpredil Ance, il Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale, il Dipartimento di Studi Giuridici “Angelo Sraffa” dell’Università Bocconi di Milano e il Banco Popolare.

Tra i reati più contestati in concorso con quello di associazione mafiosa spiccano il traffico di stupefacenti(462 casi), ricettazione e riciclaggio(341 casi), la detenzione e porto d’armi(224 casi), l’estorsione(106 casi), omicidi e reati contro la persona(88 casi) e usura(72 casi).

Se si considera che il territorio milanese conta circa 290mila imprese e oltre 400 mila tra titolari, soci e funzionari attivi nell’economia l’infiltrazione mafiosa resta ancora un fenomeno limitato. Tra chi è coinvolto 1 su 10 è imprenditore e i settori più colpiti sono quelli legati all’edilizia(1 caso su 2), bar e locali notturni, servizi finanziari e di smaltimento rifiuti.

La associazione mafiosa maggiormente coinvolta nei procedimenti avviati sul territorio milanese è la ‘Ndrangheta(74% dei casi), segue Cosa Nostra(8%), Sacra Corona Unita(4%) e poi le associazioni criminali straniere nel 2% dei casi. Le forme di intimidazione più diffuse sono la violenza diretta alla persona, le minacce e il danneggiamento di beni.

Dall’analisi dei dati anagrafici delle persone coinvolte emerge che il tipo di criminalità mafiosa presente sul territorio milanese è una criminalità di emigrazione, ancora ferma alla prima generazione di emigranti: il 61% dei proposti è originario della Calabria, il 7% di Campania e Sicilia, il 3% della Basilicata, il 6% della Puglia e il 16% è Lombardo.

Nell’ambito dello studio è stato proposto un questionario alle imprese e alle società attive in territorio lombardo per valutarne la conoscenza e la percezione della criminalità organizzata. Dalle risposte è emerso che le imprese sono particolarmente sensibili al tema, lo conoscono in modo sufficiente e ritengono che per arginare il fenomeno lo Stato debba colpire più duramente le persone coinvolte. Nella percezione degli intervistati gli strumenti più utili per contrastare il fenomeno sono un forte richiamo alla cultura della legalità, controlli territoriali più mirati e manovre per arginare corruzione e clientelismo.

Sicurezza e luminarie natalizie. I consigli della Camera di Commercio

dicembre 16, 2013 at 2:07 pm

Abbelliscono l’albero di Natale, rallegrano i balconi delle case, illuminano i presepi: le luci e i fuochi d’artificio sono un “must” del Natale ma, l’attenzione sulla sicurezza deve restare alta. Per questo è importante accertarsi prima dell’acquisto che i prodotti siano conformi alla legge e seguire comunque buone regole d’uso.

Occhio a confezione ed etichetta delle luci e dei fuochi d’artificio di Natale

Per una guida completa in merito alle indicazioni obbligatorie sull’etichetta del prodotto, si può fare riferimento al vademecum curato ormai da alcuni anni dalla Camera di Commercio di Milano . Qui ne richiamiamo alcune ricordando che in ogni caso è opportuno usare prudenza, soprattutto quando i bambini vengono a contatto con le catene luminose.

Cosa guardare allora sull’etichetta? Prima di tutto la marcatura CE, i dati che identificano fabbricante/importatore – ad esempio ragione sociale o marchio e indirizzo – e i dati identificativi del prodotto (codice a barre, numero articolo, etc.). Ci sono poi le caratteristiche tecniche, dai volt alla classe di isolamento su cui si basa la protezione dalla scossa.

E’ molto importante verificare qual è l’uso consentito delle lampade in modo da sapere con certezza se sono per interno o per esterno. In particolare, nel caso di catene luminose per uso esterno, queste devono essere munite di un cavo in gomma e sulla confezione deve esserci l’indicazione IP23 o IP44 sul livello di protezione degli involucri.

E veniamo agli articoli pirotecnici, quelli che si usano, solitamente, per chiudere l’anno “con i botti”.

Prima regola da ricordare è che l’uso dei fuochi d’artificio è vietato ai minori di 14 anni, anche nel caso di fuochi di categoria 1 cioè potenzialmente poco lesivi, scarsamente rumorosi e utilizzabili all’interno degli edifici.

Divieto poi fino alla maggiore età per i fuochi artificiali di categoria 2 cioè con pericolosità potenziale ridotta e utilizzabili all’esterno.

Importante verificare che sulla confezione o su una piastrina sia presente, anche in questo caso, la marcatura CE. E, ancora una volta, occhio all’etichetta dove non devono mai mancare i dati relativi al fabbricante o all’importatore se la fabbricazione è avvenuta fuori dalla Ue, e tutta una serie di informazioni che rappresentano l’”identikit” del prodotto. Tra queste, l’anno di fabbricazione e  la distanza minima di sicurezza da rispettare.

Buon senso e segnalazione di  non conformità tra le armi del consumatore

In ogni caso, adottare un comportamento ispirato al buon senso è la prima e fondamentale regola: evitare ad esempio di rimuovere le lampade quando sono collegate all’elettricità o, nel caso dei fuochi d’artificio, conservarli lontani da fonti di calore e tenerli fuori dalla portata dei bambini!

Segnaliamo comunque la possibilità, per chi ritiene di aver acquistato prodotti non conformi a Milano e provincia, di inviare una segnalazione alla Camera di Commercio di Milano che attiverà le autorità competenti ad effettuare i controlli. Il modulo è scaricabile da questa pagina .

Sotto l’ala protettiva della Camera di Commercio

settembre 26, 2013 at 9:52 am

Avete iniziative, manifestazioni, appuntamenti o eventi meritevoli per il loro particolare prestigio o valore economico-sociale?

Chiedete il patrocinio della Camera di Commercio!

Di che si tratta?

Il patrocinio rappresenta un’attestazione di sostegno morale e non economico che rientra tra le mansioni istituzionali della Camera di Commercio, per la promozione e il supporto degli interessi generali delle imprese e dell’economia milanese.

La Camera di Commercio di Milano concede il patrocinio a: iniziative, progetti didattici e formativi, convegni, manifestazioni culturali, mostre, premiazioni, pubblicazioni, fiere, sagre ed eventi il cui contenuto, conforme alle finalità e agli scopi statutari dell’Ente, abbia una ripercussione positiva sullo sviluppo economico e sociale del territorio.

Il patrocinio è concesso per il solo periodo di svolgimento dell’iniziativa solo a iniziative con partecipazione è libera e gratuita.

Sono esclusi: contributi finanziari, concessione di spazi o servizi tecnici congressuali.

Chi può chiedere la concessione del patrocinio camerale?

  • associazioni imprenditoriali di categoria o di consumatori;
  • organismi rappresentati nel consiglio camerale;
  • associazioni culturali;
  • comitati e fondazioni senza fini di lucro e altri soggetti no-profit.
  • Enti locali territoriali, Università;
  • Enti pubblici e aziende pubbliche;
  • consorzi e società consortili;

 

A chi deve essere indirizzata la domanda di richiesta di patrocinio?

La richiesta di patrocinio, completa di tutti gli allegati richiesti, deve essere indirizzata al Presidente della Camera di Commercio.

Come presentare la richiesta di patrocinio?

Tutte le informazioni sono contenute nella pagina dedicata compreso il facsimile di richiesta di patrocinio e l’elenco dei documenti da allegare.

 

Ecco come presentare la richiesta di patrocinio:

Si può inviarla: all’Ufficio Protocollo Generale - Via San Vittore al Teatro 14 - 20123 Milano.

Può anche essere consegnata manualmente all’Ufficio Protocollo Generale con i seguenti orari:

dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e venerdì dalle 9.00 alle 12.00.

E’ possibile inviarla in formato elettronico PDF o JPG, completa dei relativi allegati all’indirizzo di posta elettronica certificata camerale protocollo.cciaa@mi.legalmail.camcom.it, indicando, nell’oggetto, “richiesta di patrocinio”.

Fai la spesa? Occhio all’etichetta!

novembre 30, 2012 at 12:58 pm

Sembra semplice acquistare una confezione di pasta o una scatoletta di tonno sullo scaffale del supermercato. Quest’operazione in realtà nasconde un mondo di regole, tecnologie e persino di responsabilità.

Innanzitutto le regole, quelle per tutelare il consumatore, che partono da una buona etichetta.

Una bella brochure  della Camera di Commercio di Milano spiega con semplicità e immagini illustrate quali sono le norme di etichettatura dei prodotti preconfezionati (appunto il pacco di pasta o di biscotti) : si va dall’obbligo da parte del produttore di riportare il suo nome e marchio alle norme sul contenuto, ricordando che contenuto nominale ed effettivo devono coincidere. Il  contenuto nominale corrisponde alla quantità di prodotto che si ritiene debba contenere la confezione. Il contenuto effettivo è la quantità, in termini di massa o volume, di prodotto che esso contiene realmente.

Per chi vuole approfondire l’argomento, in rete è disponibile anche una sintesi delle norme europee riguardanti l’etichettatura di ogni tipo di alimento, dai surgelati ai cibi per bebè.

Etichetta vuol dire anche tecnologia e innovazione grazie a sistemi che forniscono molte più informazioni e garanzie rispetto a un tempo. La fiera Ipack-Ima  è il punto di riferimento per le imprese che operano nel settore “labeltrack&traceability” . Nell’edizione 2012, le aziende che hanno esposto le loro soluzioni in tema di etichettatura sono state 220. Una di queste  ha ricevuto anche il premio YouImpresa dalla Camera di Commercio per la sua comunicazione video.

Scrivevamo all’inizio del post che l’etichettatura richiama anche il concetto della responsabilità. Questo perché è un mezzo fondamentale di informazione per l’azienda e il consumatore finale, sulle caratteristiche e il percorso di vita del prodotto. Etichettatura e tracciabilità sono infatti strettamente collegati.

Importantissimo quindi segnalare ogni anomalia riscontrata nell’etichetta delle confezioni acquistate. A Milano è possibile rivolgersi al Servizio Metrico incaricato proprio della sorveglianza sulle norme presso le imprese produttrici e importatrici.