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Economia circolare: per le imprese opportunità in arrivo

Il progetto RI-ECCO – Riciclo Innovazione Economia Circolare Come Opportunità – della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha previsto un percorso di supporto strategico alla circolarità per le PMI, grazie alla collaborazione dell’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Filippo Corsini, ricercatore dell’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ci racconta le novità sull’argomento.

Filippo Corsini, ricercatore dell’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Quali sono le più recenti novità in tema di economia circolare?

Nel mese di marzo 2020, la Commissione Europea ha adottato il nuovo piano d’azione per l’Economia Circolare come componente chiave del nuovo Green Deal annunciato a fine 2019 dalla presidente Ursula von der Leyen. La Commissione sostiene che per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 in tutta l’Unione Europea e rafforzare la competitività delle imprese, l’economia debba diventare pienamente circolare.

Perché è importante per un’impresa essere aggiornata su queste tematiche?

Questo quadro politico verrà progressivamente implementato con misure e normative. È quindi di fondamentale importanza per un’impresa essere aggiornata e consapevole dei futuri passi della Commissione.  Anticipare quanto più possibile la normativa può trasformare questa evoluzione in un vantaggio competitivo.

 

Quali saranno le novità più importanti che verranno introdotte nei prossimi anni?

Il piano di azione si basa su alcuni aspetti chiave che guideranno le prossime iniziative legislative.  Si tratta, ad esempio, della revisione della direttiva Ecodesign, del Regolamento Ecolabel e dei criteri per gli Acquisti Verdi (Green Public Procurement – GPP). Avrà una maggiore attenzione la necessità di evitare i rifiuti e di trasformarli in risorse secondarie di elevata qualità che beneficiano di un mercato delle materie prime secondarie efficiente.

Ad esempio, il piano di azione illustra chiaramente la necessità di agevolare la simbiosi industriale. Il concetto di “simbiosi industriale” vede il coinvolgimento di industrie, anche di filiere e settori diversi, siglare accordi per lo scambio di sottoprodotti, energia, acqua etc. Entro il 2022 verrà avviato di un sistema di comunicazione e certificazione sulla simbiosi industriale promosso dall’industria.

Si prevedono dei cambiamenti normativi per alcune filiere specifiche come quello che è successo recentemente al settore della plastica?

Da quello che emerge dal piano di azione prenderanno avvio ulteriori misure specifiche per le principali catene di valore essenziali per questo cambiamento di prospettiva. Si tratta di elettronica e TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), batterie e veicoli, imballaggi, plastica, prodotti tessili, prodotti alimentari, acque e nutrienti. Ad esempio, per il settore dell’elettronica e TIC, il documento annuncia iniziative normative più stringenti in grado di “standardizzare” i caricatori di batteria già dal 2020 e quindi consentire di diminuire i rifiuti elettronici prodotti in Europa.

 

Uno degli incontri promossi da Camera di commercio all’interno del progetto RI-ECCO

Economia circolare: vuoi saperne di più dei benefici per la tua impresa?

Venerdì 10 luglio c’è il webinar dedicato.

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