Grandi dati per piccole imprese

ottobre 11, 2013 at 10:59 am

E’ possibile prevedere il futuro? Secondo alcuni interrogando i dati su internet qualche idea  importante sul domani  è possibile averla.

Negli ultimi 8 anni la quantità di dati immessi in Internet raddoppia ogni 8 mesi,  ogni minuto su google vengono fatte due milioni di ricerche che generano una quantità di dati pari alla biblioteca del congresso americano, la più grande del mondo.

Siamo tutti consapevoli delle potenzialità del mondo digitale, ma forse, non ci siamo ancora resi conto di quanto abbia impattato sull’informazione.

La quantità di dati a disposizione è tale che ha dato nome a un fenomeno: i Big Data.

Solo considerando il caso italiano e i dati delle pubbliche  amministrazioni aperte arriviamo a 4.800 set di dati, per rimanere nell’ambito della Camera di Commercio  è possibile trovare numerosi dati sull’economia del territorio nella sezione  dedicata al servizio studi  

Inoltre non si tratta solo di poter consultare banche dati, ma di ascoltare quello che i navigatori dicono nella rete,  specie sui social network. Tanto per avere un ordine di grandezza delle mole delle informazioni, ogni minuto vengono inviati 100.00 tweet e compiute oltre due milioni di azioni su facebook.

Il web, permettendo di raccogliere una grande quantità di dati in tempo reale, ha comportato un cambiamento nel mondo della raccolta dati, della loro interpretazione, e, in generale della comunicazione.

Un tempo la precisione di un’analisi conseguente la raccolta dati era legata alla bravura dei ricercatori che, con un numero relativamente esiguo di dati, dovevano estrapolare statistiche cercando di ottimizzare le informazioni.

Ora non solo è possibile effettuare statistiche precise, data la grande disponibilità di dati e il breve tempo che intercorre tra la raccolta e la loro elaborazione, ma è addirittura possibile effettuare delle ricerche predittive: un cambiamento epocale.

La natura spontanea delle informazioni raccolte ha costituito il parametro che ha determinato l’enorme differenza.  Un tempo i dati raccolti erano risposte a quesiti, non vi era certezza che non ci fosse un vizio di interpretazione alla base, mentre ora, il fatto che il popolo del web si esprima liberamente sgombra il cambio da ogni dubbio.

Ha permesso quindi di valutare con precisione il sentiment del popolo digitale  riguardo i temi più disparati, dall’arte, al cibo, ai programmi televisivi alle opinioni politiche

Una  grande opportunità che il mondo del business non si è lasciato scappare: in questi anni sono molte le start up  nate con l’obiettivo di ricercare, elaborare e interpretare i Big Data.

Come ogni frontiera anche questa aspetta i suoi pionieri