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Camera di Commercio di Milano MonzaBrianza Lodi

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La Camera di commercio e le PMI verso l’Economia circolare

La Camera di commercio e le PMI verso l’Economia circolare: quali sono gli strumenti messi campo dall’Ente per supportare le imprese? Palmina Clemente, Responsabile dell’Ufficio Ambiente ed Economia Circolare della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ci racconta azioni e obiettivi.

Perché la Camera di Commercio supporta le PMI nella transizione verso l’Economia Circolare?

Palmina Clemente Responsabile dell’Ufficio Ambiente e Economia Circolare della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

L’economia circolare rappresenta il modello di produzione e consumo in grado di estendere la vita dei prodotti e ridurre al minimo i rifiuti, reintroducendo i materiali all’interno del ciclo produttivo e generando così ulteriore valore.

Come Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi abbiamo voluto sperimentare, anche in una logica apripista, alcune azioni concrete per supportare le PMI del nostro territorio nella delicata fase della transizione verso modelli di produzione più sostenibili e circolari.

La sostenibilità rappresenta, infatti, un driver strategico per le aziende.  Può coniugare le esigenze del proprio business a quelle dei consumatori e dell’ambiente circostante.

In collaborazione con diversi partner del mondo associativo, istituzionale, universitario proviamo, quindi, a realizzare iniziative che possano offrire alle imprese un vantaggio competitivo. Promuovendo conoscenza diffusa, aiutiamo le imprese ad essere più consapevoli dei possibili miglioramenti da apportare ai processi produttivi. Con l’obiettivo di dare maggiore valore ai propri prodotti e servizi e intraprendere percorsi innovativi.

Tra questa iniziative cito il progetto RI-ECCO – Riciclo, Innovazione, Economia Circolare Come Opportunità con la Scuola Sant’Anna di Pisa, la cui prima edizione si è da poco conclusa, con l’idea di proseguire su questo percorso.

 

Quali sono stati i principali suggerimenti che la Camera di Commercio ha dato alle imprese nel corso del progetto RI-ECCO ?

Credo che per le imprese sia stato in primo luogo utile potersi confrontare con gli esperti, con una modalità non solo didattica, per capire concretamente cosa potesse significare, per la propria realtà aziendale, intraprendere percorsi di cambiamento verso un approccio circolare della produzione e del business.

In particolare, gli audit individuali, destinati a un gruppo di partecipanti nella fase finale del progetto, hanno rappresentato un aspetto innovativo e di coinvolgimento diretto, quale corollario del lavoro svolto nei seminari formativi e sui tavoli della circolarità.

Abbiamo anche fornito un vademecum contenente le “Linee guida sulla circolarità” alle aziende che hanno partecipato al progetto.

I suggerimenti riepilogati nelle linee guida, abbracciano le varie fasi del ciclo produttivo. Con riferimento alla fase di approvvigionamento, ad esempio,  abbiamo suggerito alle imprese di preferire l’utilizzo di materie prime seconde, bio-based e fonti energetiche rinnovabili.

Abbiamo evidenziato che già in fase di progettazione è fondamentale che le aziende si dotino di procedure interne o linee guida che tengano conto di criteri e obiettivi di economia circolare, al fine di trovare nuove soluzioni per  l’utilizzo più efficiente delle materie tramite processi tecnologici o di simbiosi industriale.

Sono stati anche affrontati i problemi legati alla distribuzione del prodotto e al loro fine vita. Abbiamo ricordato alle aziende di prediligere il trasporto intermodale per la distribuzione merci. Di  fornire durante la fase del loro utilizzo servizi di riparazione o sostituzione di parti danneggiate. Infine,  di avviare, al termine del ciclo di vita, progetti per gestione dei rifiuti volti al recupero dei materiali.

 

Perché alle imprese conviene adottare i paradigmi dell’economia circolare?

Le imprese possono adottare nuovi modelli di business che promuovo la crescita circolare, ridisegnando le filiere produttive ed estendendo il ciclo di vita dei propri prodotti e servizi.

Questo consente loro di rispettare gli adempimenti normativi, migliorare i propri processi produttivi e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori. Oltre che garantire loro maggiore competitività e performance migliori.

Oggi, infatti, il mondo delle imprese è davanti a un cambiamento cruciale. La tutela dell’ambiente è un tema centrale nelle scelte di consumo delle persone.

Le grandi aziende lo hanno già capito, mettendo in atto strategie di marketing green per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori.

L’attenzione delle imprese deve però essere quella di pianificare programmi concreti, in un’ottica di medio lungo periodo, che rispettino realmente i paradigmi dell’economia circolare.

Diversi studi testimoniano che le imprese che realmente investono in sostenibilità si sono dimostrate più lungimiranti e anche più resilienti a periodi di crisi come quella che stiamo vivendo per il Covid 19.

Questa sembrerebbe, pertanto, l’unica strada percorribile per affrontare con successo la ripartenza e il prossimo futuro.

 

Suggerimenti per il miglioramento della circolarità delle imprese

Scarica le Linee Guida

Sostenibilità e economia circolare nei settori tessile e cartario

I temi della sostenibilità e dell’economia circolare stanno diventando elementi strategici a livello comunitario.

Quali sono gli aspetti più importanti per le imprese dei settori tessile e cartario? 

Lo abbiamo chiesto a Graziano Elegir, Responsabile Ricerca & Sviluppo Area di Business Seta e Carta di Innovhub.

Graziano Elegir, Responsabile Ricerca & Sviluppo Area di Business Seta e Carta – Innovhub

Le tematiche sono strettamente connesse ma per l’economia circolare i due settori presentano problematiche diverse.

Da una parte il settore carta, in particolare l’imballaggio, presenta tassi di riciclo e riutilizzo già molto elevati che devono essere solo raffinati in funzione della crescente complessità dell’imballaggio cellulosico.  La filiera tessile, al contrario, dovrà sviluppare nei prossimi anni tecnologie e sistemi logistici di raccolta che consentano un aumento sostanziale del tasso di riciclo, come richiesto dalle direttive europee.

Quale approccio si può utilizzare per valutare la sostenibilità ambientale?

L’economia circolare è un aspetto fondamentale della sostenibilità in quanto consente il riutilizzo delle materie prime. Tuttavia anche in questo ambito è necessario scegliere le soluzioni più adeguate dal punto di vista ambientale. Spesso le aziende si limitano a valutare singoli aspetti della produzione, senza conoscere quali siano i parametri che maggiormente influenzano l’impronta ambientale complessiva. L’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA) di un determinato prodotto rappresenta uno strumento decisivo. Può  identificare le fasi critiche dei processi e promuovere una corretta comunicazione ambientale.

Quali sono le opportunità per le imprese?

Già oggi utilizzando il concetto di “simbiosi industriale” un’azienda può trasformare un rifiuto in un sottoprodotto da valorizzare da parte di altre realtà industriali. Inoltre,  l’economia circolare è una componente chiave delle nuove politiche europee.  Così come  la revisione di alcune direttive europee come quella realtiva all’Ecodesign e i criteri per gli acquisti verdi (GPP). Pertanto, ci si aspetta che incrementino i fondi per la ricerca e innovazione per supportare la circolarità delle imprese.

La regione Lombardia, ad esempio, nella delibera XI/3098 del 5 maggio 2020 ha presentato una roadmap per la ricerca. indicando le priorità d’intervento per i prossimi anni.

Inoltre, attraverso il progetto che stiamo realizzando con la Camera di commercio, e il cui primo appuntamento è il 30 settembre con il webinar che tratterà proprio questi temi, verrà condotta un’analisi per raccogliere le esigenze delle imprese dei settori cartario e tessile. In questo modo, anche grazie al supporto della rete europea Enterprise Europe Network, 10 imprese del territorio verranno selezionate per usufruire di un audit ambientale gratuito.

Vuoi partecipare al webinar e scoprire le opportunità?

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Impianti con fluidi in pressione: essere a norma risparmiando

In ambito industriale spesso ci si trova di fronte ad impianti costruiti in epoche diverse. La mancanza di documentazione o la necessità di modificare impianti con fluidi come vapore, olio diatermico, gas metano, aria compressa, ecc. portano l’azienda a domandarsi cosa fare per essere a norma.

Inoltre la presenza di un generatore di vapore o di acqua surriscaldata porta ad interrogarsi se è necessario avere in azienda un addetto con l’abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore.

Queste situazioni richiamano diversi riferimenti normativi importanti come la PED (Pressure Equipment Directive) 2014/68/UE ed il D.M. 329/2004.

La presa di coscienza da parte delle aziende e degli installatori delle competenze e dei documenti necessari per alcune tipologie di impianti è fondamentale in primo luogo per una questione di sicurezza sul luogo di lavoro, ma anche per evitare dopo l’installazione problemi di tipo burocratico e tecnico che porterebbero inutili costi da sostenere per rendere a norma gli impianti.

Come essere a norma con gli impianti con fluidi in pressione, risparmiando?

Manuela Giannatempo, ingegnere industriale

Lo abbiamo chiesto a Manuela  Giannatempo, esperta del settore.

Tutto è connesso, e non solo i tubi! La rispondenza normativa degli impianti contenenti fluidi in pressione porta certamente al miglioramento della sicurezza degli impianti e ad una maggiore tranquillità sia del datore di lavoro che dei lavoratori stessi: e questo è un dato tangibile. Inoltre, spesso la migliore conoscenza dei propri impianti fa nascere proposte migliorative, in particolare opportunità di risparmio energetico, come ad esempio il recupero termico dai fumi di scarico dei generatori di vapore. Da ciò scaturisce un risparmio economico, a volte anche di diverse decine di migliaia di euro mensili.

Ed è così che economia, uomo e ambiente si ritrovano connessi!

Vuoi saperne di più?

Venerdì 25 settembre c’è il webinar dedicato. Come essere a norma risparmiando? Puoi approfondire gli adempimenti normativi di impianti con fluidi in pressione e le opportunità di risparmio energetico per alcune tipologie di essi.

Gli argomenti trattati

La Direttiva PED (2014/68/UE) – Direttiva sugli apparecchi a pressione

  • Campo di applicazione
  • Documentazione necessaria

Il DM 329/2004 – Messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione

  • Responsabilità e rischi per l’Utilizzatore finale
  • La Messa in servizio e le Verifiche periodiche
  • Conduttore patentato dei generatori di vapore: quando la sorveglianza continua è obbligatoria

Opportunità di Risparmio Energetico

  • Principali perdite di efficienza degli impianti
  • Proposte di miglioramento
  • Esempi e casi concreti: recupero termico da fumi, coibentazione, monitoraggio dei consumi.

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Autorizzazioni ambientali: tipologie, criticità e sanzioni

All’interno del servizio di Assistenza Specialistica in ambito Ambiente ed Economia circolare, messo a disposizione gratuitamente alle imprese di Milano Monza Brianza Lodi dalla Camera di commercio, l’avvocato Alessandro Kiniger tratterà il tema “Autorizzazioni ambientali: tipologie, presupposti, criticità operative e sanzioni”.

Perché è importante parlare di autorizzazioni ambientali?

L’avvocato Alessandro Kiniger

Perché nell’ordinamento italiano, salvo rare deroghe, le attività di rilevanza ambientale devono essere tutte preventivamente autorizzate. Si tratta di quindi di un presupposto imprescindibile per l’attività di molte imprese.

Esiste una disciplina unitaria?

Purtroppo no. Come spesso accade nell’ambito del diritto ambientale, nel corso degli anni si sono sedimentate discipline autorizzative diverse, che hanno presupposti, evoluzioni e regimi sanzionatori diversificati. Questo vale a maggior ragione se si discute di autorizzazioni complesse ed a carattere integrato.

Qual è l’obiettivo del webinar?

Fornire un quadro generale che descriva le principali tipologie autorizzative e che ne evidenzi le differenze. Si parlerà poi degli aspetti sanzionatori, che devono essere noti per essere evitati. Nella parte finale, si affronteranno alcuni aspetti critici che ho isolato sulla base dell’esperienza in campo.

Vuoi saperne di più?

Giovedì 24 settembre c’è il webinar dedicato.

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Gli argomenti trattati:

Autorizzazioni ambientali, in generale:

Le diverse tipologie:

  • AIA: Autorizzazione Integrata Ambientale;
  • AUA: Autorizzazione Unica Ambientale;
  • AU 208: Autorizzazione ordinaria al recupero rifiuti;
  • AU 387: Autorizzazione rinnovabili.

Sanzioni

Criticità operative

Economia circolare: per le imprese opportunità in arrivo

Il progetto RI-ECCO – Riciclo Innovazione Economia Circolare Come Opportunità – della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha previsto un percorso di supporto strategico alla circolarità per le PMI, grazie alla collaborazione dell’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Filippo Corsini, ricercatore dell’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ci racconta le novità sull’argomento.

Filippo Corsini, ricercatore dell’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Quali sono le più recenti novità in tema di economia circolare?

Nel mese di marzo 2020, la Commissione Europea ha adottato il nuovo piano d’azione per l’Economia Circolare come componente chiave del nuovo Green Deal annunciato a fine 2019 dalla presidente Ursula von der Leyen. La Commissione sostiene che per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 in tutta l’Unione Europea e rafforzare la competitività delle imprese, l’economia debba diventare pienamente circolare.

Perché è importante per un’impresa essere aggiornata su queste tematiche?

Questo quadro politico verrà progressivamente implementato con misure e normative. È quindi di fondamentale importanza per un’impresa essere aggiornata e consapevole dei futuri passi della Commissione.  Anticipare quanto più possibile la normativa può trasformare questa evoluzione in un vantaggio competitivo.

 

Quali saranno le novità più importanti che verranno introdotte nei prossimi anni?

Il piano di azione si basa su alcuni aspetti chiave che guideranno le prossime iniziative legislative.  Si tratta, ad esempio, della revisione della direttiva Ecodesign, del Regolamento Ecolabel e dei criteri per gli Acquisti Verdi (Green Public Procurement – GPP). Avrà una maggiore attenzione la necessità di evitare i rifiuti e di trasformarli in risorse secondarie di elevata qualità che beneficiano di un mercato delle materie prime secondarie efficiente.

Ad esempio, il piano di azione illustra chiaramente la necessità di agevolare la simbiosi industriale. Il concetto di “simbiosi industriale” vede il coinvolgimento di industrie, anche di filiere e settori diversi, siglare accordi per lo scambio di sottoprodotti, energia, acqua etc. Entro il 2022 verrà avviato di un sistema di comunicazione e certificazione sulla simbiosi industriale promosso dall’industria.

Si prevedono dei cambiamenti normativi per alcune filiere specifiche come quello che è successo recentemente al settore della plastica?

Da quello che emerge dal piano di azione prenderanno avvio ulteriori misure specifiche per le principali catene di valore essenziali per questo cambiamento di prospettiva. Si tratta di elettronica e TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), batterie e veicoli, imballaggi, plastica, prodotti tessili, prodotti alimentari, acque e nutrienti. Ad esempio, per il settore dell’elettronica e TIC, il documento annuncia iniziative normative più stringenti in grado di “standardizzare” i caricatori di batteria già dal 2020 e quindi consentire di diminuire i rifiuti elettronici prodotti in Europa.

 

Uno degli incontri promossi da Camera di commercio all’interno del progetto RI-ECCO

Economia circolare: vuoi saperne di più dei benefici per la tua impresa?

Venerdì 10 luglio c’è il webinar dedicato.

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