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Camera di Commercio di Milano MonzaBrianza Lodi

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Assistenza Specialistica Start up e PMI innovative: la parola agli esperti

L’Assistenza Specialistica Start up e PMI innovative è un servizio gratuito di primo orientamento, organizzato in collaborazione con Formaper, rivolto ad aspiranti imprenditori o imprese con un progetto innovativo ad alto valore tecnologico (anche a vocazione sociale) con sede legale e operativa iscritta presso la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Abbiamo chiesto ad Antonino Foti e Vanina Stagno Piantanida di illustrarci il servizio dell’Assistenza Specialistica e cosa le start up e le PMI innovative possono trarre dagli incontri con gli esperti.

Antonino Foti, esperto dell'Assistenza Specialistica start up e PMI innovative
Vanina Stagno Piantanida, esperto dell'Assistenza Specialistica start up e PMI innovative

Dr. Foti, qual è la sua esperienza all'interno del Servizio di assistenza della Camera di commercio?

Collaboro dal 2014 con la Camera di commercio. Fin dall’inizio ho seguito le start up innovative e il passaggio da PMI tradizionali, a PMI innovative.  A me appassiona molto e c’è tantissima richiesta di informazioni.

La normativa è partita a fine 2012 con il Governo guidato da Mario Monti e nel 2015 l’eco-sistema nato per favorire la nascita e lo sviluppo delle start up operanti nel campo dell’innovazione tecnologia è stato esteso anche al mondo delle PMI innovative.

Come si è evoluto il Servizio?

Ho visto tutto l’arco dello sviluppo delle start up innovative, e, parallelamente, dell’evoluzione del servizio della Camera di commercio, che si è evoluto ovviamente in meglio: da incontri individuali, a gruppi di 15-20 persone, rivolto sia ad aspiranti imprenditori, sia ad aziende già formate.

Come dicevo, il Servizio è cambiato molto. Da incontri individuali a chi ne faceva richiesta, ad incontri di gruppo e poi individuali, ma più mirati, “tailor made”.

Sono cambiate anche le richieste degli aspiranti. Prima tutti chiedevano quali erano i requisiti per beneficiare della normativa del 2012 – allora le informazioni a disposizione erano poche. Ora, dopo 9 anni, su internet c’è molta, molta più informazione e le richieste vertono soprattutto su ogni singolo caso specifico.

Inoltre, attualmente, non vi è dubbio che le PMI siano più preparate sui requisiti necessari, soprattutto per passare da PMI tradizionale a PMI innovativa.

Nei casi specifici, cosa le chiedono maggiormente?

L’informazione più richiesta in assoluto è cosa distingue un’impresa tradizionale, da un’impresa innovativa e tecnologica. Ovvero se l’idea che hanno in mente potrà essere considerata innovativa e tecnologica, e quindi potrà essere iscritta nell’apposita sezione speciale del registro imprese.

Mi chiedono sempre di verificare l’esistenza di quel quid di innovativo e tecnologico che fa la differenza, come recita il Decreto 179/2012. La legge, infatti, parla di “prodotti o servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico”, ma cosa significa? Attorno a questa domanda sin dall’inizio è nato un dibattito molto ampio sul significato dei termini “innovazione” e “alto contenuto tecnologico”. Ma è prevalsa la linea di non cercare di descriverlo o esemplificarlo. Il legislatore ha scelto di lasciare ampio il concetto, per non porre dei limiti alle idee degli aspiranti imprenditori.

Quindi, si può avere sia un’impresa con un’idea tradizionale, ma con metodi innovativi e tecnologici, sia un’impresa a contenuto tecnologico, ma con metodo classico.

Sono le Camere di commercio competenti che dovranno, poi, verificarne i requisiti in sede di iscrizione.

Che sviluppo prevede sulle start up e PMI innovative?

Gli incentivi statali previsti per chi investe nelle start up/PMI innovative sono cresciuti tantissimo. Si è passati dalla detrazione fiscale iniziale del 19%, fino ad arrivare al 50% nel 2020. Perché le idee per quanto “belle”, necessitano comunque di capitali per poter essere realizzate. E infatti l’ulteriore importante sostegno previsto per le start up e PMI innovative è l’accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, mediante il quale le banche riescono a concedere finanziamenti che vengono garantiti fino all’80% dallo Stato. Altro importante sostegno finanziario è poi quello fornito dalla finanza pubblica, mediante finanziamenti a tasso zero o a fondo perduto che prevedono un accesso facilitato al mondo delle start up e/o PMI innovative.

Anche il Governo lo scorso anno si è mosso in questa direzione con il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto “Rilancio”) con il quale sono state incrementate le dotazioni finanziarie messe a disposizione dallo Stato a sostegno delle start up e PMI innovative.

In tutti questi anni ho incontrato moltissimi imprenditori ed aspiranti imprenditori, con tantissime idee innovative, che per poter essere realizzate necessitano a mio avviso sia del supporto di professionisti, come il servizio fornito dalla Camera di commercio, ma soprattutto di capitali. E quindi il Governo dovrebbe continuare a muoversi in questa direzione, così come ha già fatto in parte lo scorso anno.

Dott.ssa Stagno Piantanida, può parlarci della sua esperienza di supporto alle PMI innovative e start up in Camera di commercio e cosa pensa del Servizio?

Sono un Dottore Commercialista e da anni mi occupo di avvio d’impresa, sia come consulente sia come docente.

Una persona all’inizio del proprio percorso imprenditoriale ha spesso ben chiaro “cosa vuole fare” e come immagina il “suo” business. Ma può avere le idee molto confuse sugli aspetti pratici dell’avvio stesso.  Soprattutto dal punto di vista legale/fiscale o anche di quantificazione di costi/flussi finanziari/spese/possibili ricavi ecc..

Diciamo che mi occupo di cercare di fugare – almeno in parte – questi dubbi, per rendere robuste e sostenibili sin dall’inizio queste nuove attività economiche.

Cosa le chiedono principalmente le aziende in questo periodo?

L’incertezza sanitaria ed economica del periodo non aiuta certamente chi voglia lanciarsi in una nuova attività.

Pertanto, i soggetti che si informano per costituire nuove imprese, si presentano con maggiori domande riguardo all’aspetto finanziario, alle eventuali misure a loro favore (agevolazioni, bandi). E, di contro, quantificazioni di costi fissi e adempimenti iniziali, e tutto ciò è assolutamente comprensibile.
Un elemento positivo da evidenziare è che c’è anche maggiore attenzione nella definizione del business model stesso.

Ad esempio: se prima volevo fare commercio di prodotti di un certo tipo, adesso decido di lanciarlo solo se ha anche una connotazione valoriale (ad esempio l’attenzione all’ambiente, o alla valorizzazione culturale o di aspetti tradizionali) – una forma di enhancement data dal digitale (l’utilizzo dei canali social o di qualche forma di data mining). E in più, magari, io possiedo un particolare vantaggio distintivo dato dal mio background o esperienze precedenti.

Questo maggiore approfondimento dei propri asset distintivi nel lungo periodo può rivelarsi vincente, a prescindere dall’emergenza sanitaria del momento.

Qual è lo scenario, secondo lei, nel breve-medio periodo?

Lo scenario che vedo per i prossimi 2 anni sarà, a mio parere, basato su 2 forze contrastanti. Dapprima, ed è un trend già in atto, ovviamente, il compiersi della transizione al digitale di praticamente qualsiasi settore che abbia canali/processi/fasi “digitalizzabili”, per reagire alle norme sul distanziamento e le chiusure. E questo porterà ad un primo cambiamento di equilibri per le imprese.

Dall’altra, in molti già vedono un effetto “rebound” di tutta la dimensione fisica e della socialità, che non appena le norme lo permetteranno, si riprenderà i propri spazi. Quindi forte ripresa di turismo, ristorazione, attività di spettacoli e intrattenimento, già a partire dal 2022 o prima.

Lo speriamo tutti, direi, e aggiungo pure, da parte mia, non vediamo l’ora!

Quindi agli imprenditori dico: non fatevi trovare impreparati!

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Per l’avvio di impresa affidati all’Assistenza Specialistica

Sei un aspirante imprenditore o imprenditrice alle prese con tutte le problematiche connesse all’avvio di un’impresa? Gli esperti dell’Assistenza specialistica Avvio di impresa della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con Formaper, ti offrono un servizio gratuito di orientamento su queste tematiche.

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Tonin, Responsabile del Punto Nuova Impresa di Formaper, e all’Ing. Cravenna, esperto dell’Assistenza specialistica Avvio di impresa, di spiegarci come la Camera di commercio aiuta gli aspiranti imprenditori.

Dott.ssa Tonin, Lei di cosa si occupa?

Lavoro da 20 anni nell’ambito dei servizi di “Orientamento e Formazione al mettersi in proprio ” per Formaper.

Inizialmente esisteva uno sportello denominato Punto Nuova Impresa, che è stato intuizione di Formaper/Camera di commercio, come primo progetto pilota. Poi è stato ampliato a tutta la Lombardia. Successivamente, Unioncamere lo ha esportato con le varie differenze di servizi e numeri da Regione a Regione.

Lo Sportello Punto Nuova Impresa era aperto al pubblico con colloqui individuali. C’erano tante richieste e molti supporti come corsi ed assistenza gratuita. Oltre che contributi a fondo perduto a livello sia ministeriale sia regionale per chi avviava un’attività in proprio. Poi la situazione  con la crisi sempre più rilevante del mercato del lavoro è radicalmente cambiata  a metà anni 2000.

Lo spirito del servizio era ed è quello di ridurre il fenomeno della nati-mortalità imprenditoriale (ovvero imprese che aprono e chiudono nei primi tre anni di vita) attraverso l’informazione e l’orientamento.

L’obiettivo è aiutare gli aspiranti imprenditori a capire cosa significa realmente mettersi in proprio, l’importanza di redigere il proprio piano di impresa per impostare la strategia di mercato, comprendere  il reale fabbisogno di liquidità, confrontarsi sulla scelta forma giuridica e poi capire se e quali possibilità esistono per finanziare il proprio progetto.

Come funziona l’Assistenza?

Da alcuni anni il Punto Nuova Impresa è realizzato nell’ambito dei servizi di Assistenza specialistica della Camera di Commercio denominato “Avvio d’impresa”.

Organizziamo  un incontro di primo orientamento sul mettersi in proprio, replicato 3 volte al mese. Un esperto accompagna il partecipante  a capire il percorso logico al mettersi in proprio, illustra le principali opportunità di finanziamento e i progetti in essere per essere supportati gratuitamente alla pianificazione imprenditoriale.

A questo incontro segue una volta al mese un Focus di approfondimento tematico. Quest’anno sono 3 i temi che si alterneranno mensilmente:

  • Business Model Canvas, per impostare il proprio modello di business
  • Business Plan, per comprendere tutti gli elementi per impostare un sostenibile e cantierabile progetto d’impresa
  • Come scegliere la forma giuridica, per offrire maggiori elementi per orientarsi nella scelta giuridica da dare al proprio business e nel chiarire le principali implicazioni fiscali e contributive.

Per chi parteciperà ai Focus, sarà poi possibile incontrare individualmente e gratuitamente un esperto per lavorare sul proprio progetto.

In questo anno di pandemia come è l’affluenza di richieste?

Rispetto al 2019, nel 2020 abbiamo avuto una leggera flessione. Gli utenti che hanno utilizzato il servizio Punto Nuova Impresa nel 2019 sono stati 860, nel 2020, 612.

Il servizio che prima della pandemia era svolto in presenza, da fine aprile 2020 a tutt’oggi è erogato in modalità webinar. Questa modalità, pur penalizzando l’aspetto della relazione, in realtà si sta dimostrando efficace poiché l’utente può ritagliarsi un paio di ore per la partecipazione  molto più facilmente di prima.

Nel 2021  prevediamo la partecipazione di circa 800 partecipanti alle sessioni di gruppo Avvio Impresa, circa 150 partecipanti alle sessioni di approfondimento tematico (Focus) e circa 40 colloqui individuali, con un Esperto.

La nostra mission è quella di essere facilitatori del processo del mettersi in proprio. E aiutare chi vuole fare impresa a fare scelte consapevoli e i passi giusti per creare la propria attività in proprio su solide basi.

Abbiamo poi chiesto di approfondire l’argomento anche all’Ingegner Cravenna.

Ingegnere, Lei di cosa si occupa?

Sono ingegnere e sono un consulente e dirigente d’azienda.

Da vent’anni collaboro con Formaper, che già nel 2000 seppe intercettare i bisogni delle aziende ed aprì uno sportello dedicato all’ascolto degli aspiranti imprenditori. Dal 2005, poi, si strutturarono le Assistenze specialistiche.

Nel 2015 ricordo di essere stato molto impegnato perché, prima e durante Expo, assistemmo a molteplici richieste di supporto da parte di professionisti o imprenditori o futuri imprenditori che si proponevano per le molteplici attività che potenzialmente potevano svilupparsi attorno a quello che è stato l’evento degli eventi.

Ora, le richieste di assistenza si sono stabilizzate e anche dopo il covid, il desiderio di mettersi in proprio è sempre presente e costante nei più svariati ambiti.

Che cosa le viene chiesto principalmente durante i primi incontri di assistenza per l'avvio di imprese e di start up?

In Camera di commercio (Milano, Monza Brianza e Lodi), e Formaper, sono qualificato per due cose: per le reti di impresa, dove fino a un anno e mezzo fa, ogni mese e mezzo ero coinvolto nell’assistenza di aziende che si chiedevano – e ci chiedevano – se sarebbe valsa la pena metter su una rete di impresa. In questi casi si lavora sempre “in team”con un esperto sulla parte  fiscale/amministrativa e uno sulla parte gestionale. Con il covid queste richieste sono molto diminuite ma ora si intravede una ripresa.

L’altra mia specializzazione è l’assistenza alle start up o a nuove iniziative che si concretizzano in un business plan. Una parte di queste assistenze è stata erogata con il progetto “Garanzia giovani”, rivolto cioè a giovani senza titoli di studio, senza lavoro, che formulano delle idee per aprire in logica imprenditoriale un business. Noi li aiutiamo nello sviluppo del loro business plan.

Non solo, un’altra attività è quella della Assistenza specialistica a livello macro, ovvero orientiamo le persone che vogliono sapere cosa voglia dire aprire un’attività a livello generale, la prima fase (gratuita), e una fase, eventuale e successiva, per sviluppare un business plan completo, attraverso Formaper.

Cosa emerge da questi incontri?

Per quanto riguarda le reti, il loro numero è in costante aumento, la formula è molto interessante. E’ l’aspetto culturale che deve ancora migliorare.

L’imprenditore per vocazione è un battitore libero e autonomo.

Se due o tre imprenditori decidono di mettersi in rete, ciascuno deve capire e cogliere il vantaggio che può derivarne per tutti, mettendo da parte le resistenze psicologiche che spesso si presentano. In ogni caso, ci sono molti esempi di reti virtuose, soprattutto in ambito di micro e piccole imprese.

Ma ci sono anche esempi di fallimenti e di reti che si disattivano. Manca l’abitudine a condividere, e a volte è un vero peccato.

Ci sono poi settori che si prestano di più di altri a fare rete.  Ad esempio dove ci sono già tecnologie che coprono le fasi diverse del processo di creazione del valore del prodotto, come la rubinetteria, per esempio.

Per quanto riguarda invece il desiderio di aprire una start up, quello che colgo spesso io, è che il driver non è proprio l’idea originale in sé, ma il fatto che ci siano o meno finanziamenti statali nell’ambito di interesse dove ci sono i fondi. E’ triste, ma è così.

L’imprenditore cerca di aprire un’attività dove trova ‘benzina’ e poi si inventa il progetto.

E questo può portare ad una serie di distorsioni, perché così non sempre il progetto ha senso commercialmente e industrialmente. Questo anche perché, in parte, sono ancora tangibili i danni per gli imprenditori di investimenti sbagliati, spesso consigliati dalla banche, come è avvenuto coi derivati 10 anni fa.

C'è qualche strumento specifico che consiglia?

Sì, il business plan canvas, che spiegheremo insieme a Formaper nei prossimi incontri.

Si tratta di uno strumento adottato e implementato da Formaper che permette nel dettaglio di mettere a fuoco gli aspetti più rilevanti e utili per avviare una nuova impresa. E a fare ragionare meglio l’aspirante imprenditore.

In primo luogo la “reason why”, cioè il motivo per il quale il “Cliente” dovrebbe “comprare”. Poi gli obiettivi di mercato, le risorse in termini di uomini e di macchine, ecc…
Successivamente si passa a ragionare sul conto economico, sullo stato patrimoniale, sugli obiettivi operativi, utilizzando un Modello di Business Plan messo a punto da Formaper e che non esito a definire completo, integrato e comprensibile.

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Superbonus 110% ed interventi agevolabili

Hai sentito parlare di Superbonus 110% ma non hai capito bene come funziona né quali interventi sono compresi nell’agevolazione di questo eco-incentivo? Abbiamo chiesto delle delucidazioni ad uno dei nostri esperti dell’Assistenza Specialistica Ambiente ed Economia Circolare: l’Avvocato Brunello De Rosa, che terrà un webinar sul tema il 23 marzo.

Perché questo eco-incentivo è così interessante?

Il c.d. Decreto Rilancio ha incrementato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (e oltre in determinati casi), a fronte di specifici interventi in ambito di

  • efficienza energetica
  • riduzione del rischio sismico
  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Il Superbonus costituisce, quindi, un’importante agevolazione economica per tutte le imprese. Infatti, fornisce una significativa occasione di lavoro per le imprese edili e di installazione di apparati di efficientamento energetico. Ed è, inoltre, una grande opportunità di risparmio per i proprietari immobiliari.

Quali sono le principali novità introdotte dalla normativa in materia di Superbonus?

La principale novità legata all’incentivo è la possibilità di optare, in alternativa alla detrazione:

  • Per uno sconto in fattura da parte delle imprese che hanno eseguito i lavori. Sconto che verrà poi recuperato dalle imprese stesse sotto forma di credito d’imposta in 5 quote annuali costanti, oppure mediante successiva cessione del credito.
  • Per una cessione dell’intero ammontare della detrazione alle imprese che hanno effettuato i lavori, a soggetti terzi, anche estranei ai lavori medesimi o anche, in alternativa, a banche ed intermediari finanziari.

A chi è destinato questo seminario?

Il seminario è destinato a tutti i professionisti e/o imprenditori, neo/imprenditori e/o responsabili dell’amministrazione che hanno interesse nell’acquisire nozioni sulle procedure legate alle agevolazioni fiscali e la cessione del credito.

Quali saranno gli argomenti trattati?

Il seminario si propone di illustrare il quadro generale della normativa riguardante il “Superbonus” nonché un approfondimento riguardante le tipologie di interventi agevolati, gli aspetti tecnici riguardanti i contratti e lo “stato legittimo degli immobili”, i soggetti beneficiari, nonché gli adempimenti normativi e fiscali necessari al perfezionamento delle domande richieste ai fini della fruizione dell’agevolazione.

Vuoi partecipare al webinar e approfondire il funzionamento del Superbonus 110%?

Economia circolare: opportunità di finanziamento per le imprese

Vorresti accedere a dei finanziamenti per i tuoi progetti in ambito economia circolare?

Il Dr. Melillo, esperto di finanza agevolata e uno dei professionisti dell’Assistenza Specialistica Ambiente ed Economia Circolare,  è a disposizione di PMI lombarde per l’utilizzo delle risorse e la costruzione di piani di impresa e business plan.

Quali strumenti portare avanti?

Ad esempio le opportunità di finanziamento offerte dall’intervento del Fondo per la crescita sostenibile per i progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare, attivato con il decreto 11 giugno 2020 e gestito da Invitalia.

Esso sostiene la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative per l’utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse, con la finalità di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile, e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo.

A chi si rivolge?

Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agro industriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

Per i soli progetti congiunti, sono ammessi anche gli organismi di ricerca, pubblici e privati, in qualità di co-proponenti.

Cosa finanzia?

L’intervento sostiene attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra loro in relazione all’obiettivo del progetto.

Il fine è la realizzazione di nuovi prodotti/processi/servizi o il miglioramento di quelli già esistenti, tramite le tecnologie abilitanti fondamentali (Key Enabling Technologies).

I progetti devono essere finalizzati alla riconversione produttiva delle attività economiche nell’ambito dell’economia circolare.

Per saperne di più, partecipa al webinar gratuito del prossimo 30 marzo

Acque reflue industriali: recupero e riutilizzo

Come gestire il riutilizzo delle acque reflue industriali nell’ottica di un modello circolare di economia e dei processi produttivi?

Lo abbiamo chiesto a due esperti dell’Assistenza Specialistica Ambiente ed Economia circolare della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: Cristiana Ubezio e Davide Luani.

Il recupero e riutilizzo delle acque nasce da una maggiore cultura per l’ambiente o è una necessità?

Entrambe le cose!

Negli ultimi decenni la crescita della popolazione, l’urbanizzazione, l’inquinamento e i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova l’approvvigionamento idrico e la sua qualità in gran parte d’Europa.

Il recupero e riutilizzo delle acque si inserisce nel nuovo paradigma economico sostenibile per un’economia circolare. Esso mira a conservare nel tempo il valore di prodotti e servizi, riducendo in questo caso il consumo delle risorse naturali esauribili.

Il risparmio della risorsa idrica che accompagna la transizione verso un’economia circolare può portare numerosi vantaggi, tra cui la riduzione della pressione sull’ambiente, l’ottimizzazione della disponibilità di materie prime nonché un incentivo all’innovazione e alla crescita economica.

Le tecnologie per il riutilizzo delle acque garantiscono anche una sostenibilità economica?

Dipende dalle diverse situazioni.

La risorsa “acqua” ad oggi in Europa ha un costo di approvvigionamento ancora basso. Non sempre conviene economicamente il recupero e riutilizzo, se si analizzano i soli costi di investimento e gestione necessari.

Negli stabilimenti industriali, dove ci sono alti consumi di acqua con prelievi da corpo idrico superficiale o falda seguiti da trattamenti spinti, le tecnologie oggi disponibili possono rendere il riutilizzo economicamente sostenibile.

Tuttavia, in altre situazioni, il costo di riutilizzo è superiore a quello di approvvigionamento e della tariffa di scarico.

In un progetto più articolato di economia circolare, il recupero e riutilizzo delle acque si deve basare oggi su un concetto più ampio della sola sostenibilità economica limitata alla valutazione dei costi puntuali. Deve includere una valutazione dei costi derivati sull’ambiente, sull’inquinamento e sul depauperamento delle risorse.

Per cosa possono essere riutilizzate le acque reflue depurate?

Ad oggi il riutilizzo delle acque reflue è consentito solo per alcune finalità quali:

  • l’irrigazione (di colture a fini alimentari e non, oppure irrigazione di aree destinate a verde, attività ricreative/sportive);
  • la destinazione civile (lavaggi strade, alimentazione dei sistemi di riscaldamento o raffreddamento, alimentazione di reti duali);
  • la destinazione industriale  (acqua antincendio, di processo, di lavaggio e per i cicli termici dei processi industriali).

Nel settore industriale sono esclusi gli usi che comportano un contatto tra le acque reflue recuperate e gli alimenti o i prodotti farmaceutici e cosmetici.

Le acque reflue depurate non possono essere utilizzate, in nessun caso, come acqua potabile e non possono entrare in contatto con prodotti edibili crudi.

Il quadro normativo si sta adeguando alle nuove necessità dell’economia circolare?

Sì! Con step successivi e graduali, anche il quadro normativo si sta muovendo nella direzione di un’economia circolare.

Negli ultimi anni infatti l’attenzione al riuso è cresciuta. Il riutilizzo delle acque reflue costituisce un aspetto centrale nella politica sulle acque dell’Unione Europea, soprattutto in regioni con scarsità di acqua. E rappresenta una priorità nel Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee del 2012.

La comunicazione UE del 2015 sull’economia circolare afferma che il riutilizzo delle acque reflue trattate in condizioni sicure ed efficienti rispetto ai costi è un mezzo valido ma sottoutilizzato per aumentare l’approvvigionamento idrico e alleviare la pressione su risorse troppo sfruttate.
Nel 2020, l’UE ha approvato un Regolamento sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua a fini irrigui in agricoltura.

La normativa italiana ha iniziato ad occuparsi di riutilizzo nel 1977, con la Delibera del Comitato dei Ministri per la Tutela delle Acque dall’Inquinamento.

A seguire, il D.Lgs. 152/1999 e successive modifiche hanno recepito la Direttiva 91/271/CEE disciplinando il riutilizzo delle acque reflue e fissando limiti più restrittivi di quelli vigenti.

Infine con il D.M. 185/2003 sono definite le norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue domestiche, urbane ed industriali, rappresentando l’attuale riferimento normativo nazionale.

Vuoi ulteriormente approfondire l’argomento? Partecipa al webinar del 13 aprile