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Bicicletta che passione!

maggio 26, 2016 at 8:55 am

Famiglia-in-biciclettaLa bicicletta è uno dei simboli dell’Italia novecentesca, da Ladri di Biciclette di De Sica al Giro d’Italia, ormai prossimo al Centenario. Non è una sorpresa che le imprese del settore ciclistico, secondo il Rapporto Artibici 2016 redatto da Confartigianato, godano di buona salute.

Concentrate nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, per le aziende del settore il 2015 è stato un anno positivo:

  • le aziende legate al mondo della bicicletta sono aumentate del 2,8% dal 2013, arrivando ad oltre 3.000 imprese che danno lavoro a circa 7.800 persone.
  • L’export di biciclette è salito a 617 milioni (+2,2%), posizionando l’Italia al terzo posto in Europa davanti a Francia e Belgio, spinto da accessori e componenti.
  • Il fatturato di settore è di 1,2 miliardi e nel primo trimestre del 2016 la produzione di biciclette è aumentata del 13,8%, a velocità doppia rispetto al resto d’Europa, assestata intorno al 6%.
  • Il mercato delle E-bike è esploso: +90% nella produzione, +9,8% nell’acquisto di biciclette elettriche e +166,9% nell’esportazione.

L’aumento della produzione è figlio del rinnovato interesse verso la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’automobile, più economico e più rispettoso dell’ambiente e della salute.

Rispetto al 2010, le persone che usano la bicicletta per andare al lavoro sono aumentate del 4,5%, arrivando a circa 750.000 persone. Questo è stato favorito dalla costruzione di nuove piste ciclabili e dall’aumento di ZTL e parcheggi a pagamento, secondo il rapporto del Centro Studi Continental.Solo a Milano le piste ciclabili sono aumentate del 113% in 5 anni, superando quota 140 km di percorrenza. A sottolineare l’importanza delle piste ciclabili ci ha pensato anche il Ministro delle Infrastrutture  Graziano Delrio, annunciando il  Masterplan della ciclabilità e il finanziamento di quattro ciclovie attraverso la Legge di Stabilità: il GRAB (Grande Raccordo Anulare in Bici), VENTO (Venezia-Milano-Torino), la ciclabile del Sole (già parte del percorso europeo EuroVelo7 che va da Nordknapp fino a La Valletta) e la ciclovia dell’acquedotto pugliese. “La ciclabilità deve uscire dalla sua marginalità e queste quattro ciclovie sono il punto di partenza.” dice Delrio. “Facciamo in modo che l’infrastruttura cicloturistica diventi uno dei pezzi dell’industria turistica del Paese.”

Internazionalizzazione: arrivano nuovi contributi

maggio 26, 2016 at 8:32 am

InternazionalizzazioneLa Camera di commercio di Milano e Promos, azienda speciale per l’internazionalizzazione, danno il via al “Bando per l’internazionalizzazione delle MPMI milanesi”.

Il bando mette a disposizione delle imprese, con sede legale/operativa in provincia di Milano, 700 mila euro che verranno ripartiti in un pacchetto di servizi dedicati all’internazionalizzazione dell’impresa, a fronte di una spesa minima a carico dell’impresa beneficiaria.

I servizi proposti vanno dalle attività di mercato (scouting di fornitori e distributori, assistenza agli investimenti, analisi e presidio di settore) ad attività complementari (strumenti di comunicazione online e offline, formazione, esperti in azienda, consulenze legali, eventistica).

Commerciare con l’estero è diventato fondamentale per le imprese italiane e Milano è la città leader nel Paese in questo senso: da sola vale circa 100 miliardi di euro (37 miliardi per l’export e 62 per l’import) e rappresenta il 13% del totale italiano, seguita da Torino (38 miliardi di euro) e Vicenza (26 miliardi di euro); oltre quota 20 miliardi troviamo anche Roma, Brescia, Verona e Bergamo.

Unione Europea (55,5 miliardi) e Asia orientale (15,5 miliardi, in crescita del 9,2%), sono le aree con i maggiori volumi di scambio, mentre USA (+15,2% rispetto al 2014) e Germania (+8,7% dallo scorso anno) sono i Paesi di riferimento per export e import. Le esportazioni maggiori riguardano i macchinari con 7 miliardi, seguiti dalla moda con 5,6 miliardi (+6%) e dal settore  chimico con 4,6 miliardi (+6,4%.).

Le domande per il Bando devono essere presentate entro, e non oltre, le ore 12:00 del 31 gennaio 2017.

Vedi tutte le informazioni sul Bando per l’internazionalizzazione

Alla scoperta del TTIP

maggio 14, 2016 at 10:26 am

Si fa un gran parlare dinternazionalizzazioneel TTIP, in seguito alla diffusione di alcuni documenti negoziali da parte di Greenpeace, che accusano UE e USA di non garantire tutele ambientali, climatiche e di salute pubblica.

Ma cos’è il TTIP?

Il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti (TTIP) è un accordo di libero scambio siglato nel luglio 2013 tra Unione Europea e Stati Uniti. Ad oggi si è arrivati al tredicesimo turno di negoziazioni e l’auspicio di Barack Obama è di concludere entro la fine del suo mandato.

L’obiettivo del TTIP è di creare una zona di libero scambio tra USA e UE, che lavorerebbe su 3 fronti:

  • Accessibilità verso i mercati extra-UE, permettendo di stabilire più facilmente la provenienza “Made in Europe”.
  • Meno burocrazia, soprattutto nei settori in cui gli standard di controllo sono uguali ma differiscono a livello legislativo, tutelando l’indipendenza delle autorità di regolamentazione e la sovranità popolare.
  • Nuove norme a favore delle aziende, pensate per difendere la proprietà intellettuale, i diritti dei lavoratori e dell’ambiente, oltre che favorire l’accesso alle materie prime e la risoluzione di controversie.

Se il TTIP andasse in porto, si prevede una diminuzione dei costi per le aziende esportatrici che va dal 10 al 25% e un aumento del giro di affari stimato sui 50 miliardi di euro (qui il report), portando, secondo uno studio indipendente, benefici anche alle PMI. Solo per l’export italiano, il TTIP rappresenterebbe un aumento secco stimato sui 20 miliardi, secondo il vice Ministro Carlo Calienda.

Le trattative per il TTIP hanno dato vita a diversi movimenti “No TTIP” che accusano mancanza di trasparenza da parte di UE e Usa,  di mettere a rischio l’agricoltura europea facendo decadere il principio di precauzione, che impedisce la distribuzione di prodotti considerati pericolosi per l’ambiente o la salute pubblica, e di favorire le multinazionali rispetto alle imprese più piccole.

Lunga vita alle imprese: Lombardia centro delle aziende e dell’innovazione

maggio 4, 2016 at 4:16 pm

Proprietà-intellettualeLa Lombardia è definita come la Regione “motore” dell’economia italiana e un’elaborazione di dati triennali della Camera di Commercio di Milano riguardanti le imprese e la loro longevità lo confermano: in un anno sono nate circa 60.000 nuove imprese, buona parte fondate da Under35, donne e stranieri (in crescita del 4% rispetto allo scorso anno), 11.000 solo nel settore della vendita.

  • Le imprese lombarde nate nel 2012 ancora attive sono il 69,1%; in particolare le aziende più longeve si trovano in provincia di Sondrio (71,9%) e Cremona (70,2%).
  • I settori più resilienti in Lombardia, in cui le imprese hanno più possibilità di resistere, sono i settori agricolo (85,6%), trasporti (72,5%) e servizi alle imprese (70,4%).
  • Il 30% dei brevetti nazionali e il 34,5% dei brevetti europei depositati arrivano dalla Lombardia.
  • Milano è la città italiana dove si concentrano maggiormente i depositi di brevetti nazionali (23,1% del totale), davanti a Roma (12,6%) e Torino (7,7%); per quanto riguarda i depositi europei, invece, Milano è il miglior capoluogo di provincia d’Italia, con un numero di brevetti superiore a quello registrato nell’intera Emilia Romagna.

Per un’azienda è sempre più importante conoscere le modalità di tutela dei propri prodotti e delle metodologie produttive. Per questo motivo la Camera di Commercio di Milano organizza una serie d’incontri informativi gratuiti su questo tema.

Il prossimo incontro sarà giovedì 12 maggio e riguarderà “Il marchio e il modello, prime istruzioni per l’uso”. Presto saranno disponibili nuove date.

Per iscrizioni qui, oppure scrivere a info.marchiebrevetti@mi.camcom.it

MUD 2016: tutto quello che devi sapere!

aprile 20, 2016 at 3:57 pm

MUD 2016Il Modello Unico Dichiarazione Ambientale (MUD) è il documento in cui sono denunciati i rifiuti prodotti durante le attività economiche, i rifiuti raccolti dal Comune e quelli smaltiti, avviati al recupero, trasportati o intermediati nell’anno precedente la dichiarazione.

Il MUD è in vigore dal 2015 ed è strutturato in diverse Comunicazioni, che coprono diverse tipologie di rifiuti: dagli imballaggi ai veicoli fuori uso.

Come l’anno precedente, il MUD è da compilare entro il 30 aprile (previste sanzioni in caso di ritardo) attraverso procedura cartacea e/o procedura telematica. Si raccomanda di fare attenzione a quali comunicazioni siano da compilare esclusivamente attraverso la procedura telematica.

Non tutti devono presentare il MUD, quindi è consigliato controllare se rientrate nei parametri di esonero dalla compilazione.

Per facilitare la compilazione, la Camera di Commercio di Milano ha sviluppato diverse soluzioni:

Per ulteriori domande il Contact Center è a vostra disposizione.

Birra artigianale: l’espansione birraia in Italia

marzo 26, 2016 at 4:08 pm

Campo di granoL’Italia è, storicamente, un Paese legato al vino. Ma, da qualche anno a questa parte, la birra sta lentamente acquistando un ruolo di primo piano.

Secondo Coldiretti, infatti, nel 2015 la spesa per la birra è aumentata del 6%, maggiore incremento nel settore delle bevande alcoliche, nonostante un consumo di “soli” 29 litri annui pro capite, contro i 144 della Repubblica Ceca, primatista europea.

La spinta arriva soprattutto dall’esplosione dei microbirrifici italiani, che sono tali se la produzione non supera i 10.000 ettolitri annui, e dalla birra artigianale, la cui definizione è ancora in fase di specificazione.

Secondo il Rapporto dell’Osservatorio Altis-Unionbirrai sul segmento della birra artigianale in Italia, il numero di microbirrifici italiani è passato dai 335 del 2010 a oltre 800 a fine 2014, di cui oltre 160 solo in Lombardia.

L’aumento di micorbirrifici, incide anche sulla quantità di birra prodotta: la crescita annua dei ricavi di settore è del 18,3%, creando occupazione per circa 4.000 persone, con una forte differenziazione di prodotto. Un punto forte del mercato italiano è la spinta  all’esportazione: il 36% dei microbirrifici esporta all’estero e solo nel primo semestre del 2016 si è segnato un +27% rispetto all’anno precedente, in particolare verso la Gran Bretagna.

Le criticità maggiori per i microbirrifici italiani riguardano le accise e la concorrenza sia di altri microbirrifici che dell’industria.

Il Sole24Ore consiglia, a chi volesse aprire un microbirrificio, di muoversi così:

  • Sapersi distinguere: utilizzare ingredienti inaspettati per rendere unica la propria produzione è fondamentale, come ha fatto, ed esempio, il Birrificio San Gabriel di Treviso.
  • Attingere dalle risorse locali: sfruttare i sapori tipici e l’artigianato della propria terra può aiutare l’impresa a valorizzare il territorio e a costruirsi una rete di relazioni utili a ridurre il costo d’impresa, come ha il Birrificio Birroir di Udine.
  • Farsi guidare dalla passione: aprire un microbirrificio non vuol dire arricchirsi, ma vuole dire lavorare a qualcosa che si ama.

“Chi lo fa, lo fa per passione” dice Filippo Terzaghi, direttore di Assobirra.

Sharing Mobility: 5 motivi per cui scometterci

marzo 15, 2016 at 5:08 pm

MetropoliLa Sharing Mobility è tra le innovazioni che hanno avuto un maggiore impatto nella nostra vita quotidiana.

In occasione della Mobility Conference Exhibition 2016, tenutasi agli inizi di Marzo a Milano, vogliamo elencare 5 motivi per cui la sharing mobility sarà uno dei cardini dell’economia 2016:

  • La Sharing Mobility crea introiti per lo Stato: secondo un’indagine condotta da “Il Fatto Quotidiano” le amministrazioni comunali hanno individuato un importante fonte di reddito nelle aziende di car sharing: solo a Milano, Car2Go frutta a Palazzo Marino 770.000 Euro l’anno.
  • La Sharing Mobility aiuta l’ambiente: Legambiente ha pubblicato un report in cui stende le linee guida dei servizi di bike sharing, mostrando come l’utilizzo dei servizi di condivisione diminuisca l’impatto ambientale.
  • La Sharing Mobility è in crescita costante: si calcola che, entro il 2020, il valore di mercato del settore della mobilità condivisa sarà di 6,2 miliardi di Euro, impattando su circa 12 milioni di persone; a Milano, si contano circa 400.000 iscritti ai servizi di car sharing disponibili.
  • La Sharing Mobility è sinonimo di innovazione: car sharing e bike sharing sono i temi su cui le start up si concentrano maggiormente; ad esempio creando applicazioni aggregative di tutti i servizi di mobility sharing in città, oppure sviluppando nuove metodologie di feedback.
  • La Sharing Mobility è regolamentata (o lo sarà presto): essendo un settore nuovo, non esiste ancora una struttura legislativa specifica per l’economia della condivisione. Ma è stato appena presentato un disegno di legge che ha colpito positivamente gli addetti ai lavori, creando ottimismo

Le imprese straniere combattono la crisi

marzo 1, 2016 at 10:57 pm

Imprese straniereSecondo uno studio dell’ISMU sono 5,8 milioni gli stranieri che vivono in Italia, 150mila in più rispetto al 2014.

Dal punto di vista occupazionale il 70% degli stranieri in Italia lavora come operaio, ma è sempre più in crescita il fenomeno dell’imprenditoria straniera.

Una ricerca pubblicata dalla Fondazione Leone Moressa afferma che sono 656mila le aziende a conduzione straniera, di cui 491mila con un proprietario extracomunitario, e rappresentano l’8,6% del totale degli imprenditori in Italia.

I dati mostrano una crescita rispetto agli anni precedenti: secondo Unioncamere Nazionale negli ultimi 3 anni le imprese straniere sono aumentate del 19%, soprattutto grazie a immigrati provenienti da India, Bangladesh e Pakistan.

La Regione in cui il fenomeno è più sviluppato è la Lombardia, in cui troviamo il 20,98% di tutte le aziende straniere sul suolo italiano.

Nella sola città metropolitana di Milano si conta un +34% d’imprese straniere in quattro anni, che permette un generale aumento delle nuove imprese del 1,9%, portando il totale degli stranieri imprenditori a 137.655, cioè 10,1% del totale degli imprenditori su territorio milanese.

I settori in cui nascono un numero maggiore d’imprese sono costruzioni (141.032 imprese) e commercio (230.545 imprese), che insieme coprono il 57% del totale delle aziende straniere in Italia.

Da sottolineare come 109mila di queste aziende sia gestito da donne, cioè il 16% del totale, in crescita di 6mila unità rispetto al 2014 e di 18mila rispetto al 2011.

Secondo Ivanhoe Lo Bello, presidente Unioncamere Nazionale: “La via dell’impresa si conferma una delle modalità attraverso le quali gli stranieri, giunti in Italia, possono integrarsi nel nostro sistema economico e sociale”.

Big Data e aziende italiane: a che punto siamo?

marzo 1, 2016 at 9:00 pm

Big Data

L’ISTAT ha recentemente dichiarato che le interviste al telefono saranno affiancate e integrate da un maggiore utilizzo dei Big Data

Con “Big Data” s’intende il patrimonio d’informazioni cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, in termini di volumi, velocità e varietà.

L’analisi dei Big Data, il cui valore di mercato ha raggiunto quota 790 milioni di euro, è diventata la chiave per comprendere come si muovono i clienti; per le aziende questo significa ridurre costi e tempi.

A conferma di questa tendenza, secondo una ricerca degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, per più della metà degli imprenditori italiani la gestione degli analytics è una priorità d’investimento e, secondo Accenture, i Big Data sono considerati molto importanti per l’identificazione di nuove fonti di reddito.

Se da una parte l’utilizzo di Big Data è frenato da una serie di questioni ancora aperte, come privacy, competenze analitiche e tecnologiche, fonti d’accesso, dall’altra parte sembra che la transizione delle aziende verso il digitale sia necessaria per la loro sopravvivenza.

Verizon, a questo proposito, in un report del Settembre 2015 offre tre consigli su come adattarsi al digitale:

  • creare l’ambiente tecnologico adatto all’azienda, anche solo rinnovando ciò che è già in uso, ponendosi obiettivi realizzabili e utili per il business;
  • semplificare l’accesso ai dati tramite la tecnologia cloud, attraverso infrastrutture wireless che migliorino la user experience, con lo scopo di rendere più facile e integrabile il lavoro dei diversi settori;
  • usare partner fidati per raggiungere gli scopi designati. Il 48% dei manager intervistati dichiara di sentire necessario implementare una strategia multi-aziendale per soddisfare le proprie necessità; importante, quindi, associarsi ad aziende fidate e performanti per raggiungere facilmente gli obiettivi prefissati.

L’industria del cibo? Ecco tutti i trend 2016

febbraio 17, 2016 at 9:04 pm

Trend cibo 2016Lo scorso anno Expo ha portato in primo piano tutta la filiera dell’alimentazione e l’importanza del settore per l’economia di Milano e Lombardia.

Secondo l’Associazione Economia e Stabilità la Lombardia ha 117 aziende agricole, di cui 91 con centro aziendale a Milano, e più di 1.500 industrie del ramo alimentare. Inoltre 20 prodotti regionali sono insigniti del marchio DOP e sono presenti 12 presidi Slow Food, a testimonianza della qualità e dell’attenzione che Milano e la Lombardia hanno riguardo il cibo.

Se nel 2015 è esploso il fenomeno dello street food, Baum&Whiteman, azienda di consulenza per ristoranti, ha individuato i trend di settore del 2016.

Ecco i più importanti:

  • Delivery

Sono sempre di più le applicazioni che permettono di ordinare pranzo o cena dal proprio smartphone, un mercato che, secondo Foodora, può valere fino a 500 milioni di euro solo in Italia e che sta influenzando le abitudini degli italiani a tavola.

  • Cibo Sano e Naturale

Secondo una ricerca di Nielsen, gli italiani cercano prodotti 100% naturali, senza colesterolo o coloranti artificiali. Questi dati non fanno altro che confermare la crescita del mercato biologico in italia, ormai un’abitudine per circa 15 milioni d’italiani.

  • Vegetariani e Vegani

Secondo il rapporto “Italia 2016” di Eurispes, il 7,1% degli italiani è vegetariano, in aumento dal 5,7% dell’anno precedente, rendendo l’Italia il Paese con il maggior numero di vegetariani in Europa. Questo ha aperto diverse opportunità d’impresa, dimostrato dall’aumento di ristoranti vegani aperti negli ultimi 2 anni.

  • Retail & Restaurant

Se prima i grandi brand si legavano al mondo del food attraverso la messa sul mercato di prodotti con il loro marchio (pensiamo ai cioccolati di Armani), oggi è sempre più diffusa l’accoppiata negozio e ristorante. Prendendo spunto dai centri commerciali e dai multisala, negozi come Ikea o Feltrinelli hanno unito il lato retail con il cibo, dando il la ad operazioni su scala più grande, come Brian&Barry Bulding a Milano.