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Giovani e lavoro in Lombardia

aprile 20, 2017 at 1:10 pm

Students-at-the-informatics and programming lessonLa Lombardia meglio della media italiana in tema di disoccupazione giovanile, ma in Europa c’è ancora tanta strada da fare. Questo il verdetto emerso da un’analisi svolta dalla Camera di Commercio di Milano su dati Istat 2016 e Eurostat 2015.

Un po’ di numeri

Il tasso di disoccupazione in Lombardia per chi ha dai 15 ai 29 anni nel 2016 si attesta sul 18,7 %, in netto miglioramento rispetto al dato dello scorso anno (20,8%). Secondo lo studio, in Lombardia ci sarebbero più possibilità lavorative rispetto alla media italiana, il cui tasso di disoccupazione giovanile è ancorato sul 28.4%. Milano in linea col dato regionale (18,6%), più alte invece le percentuali relative a Mantova e Varese (23,6 e 23,8%). I trend più positivi si riscontrano a Pavia (14,3%), Bergamo (14,9%) e Sondrio (15,1%).

Il dato relativo alla Lombardia non è altrettanto entusiasmante, tuttavia, se si sposta l’attenzione sul panorama europeo. Il tasso medio di disoccupazione della regione, nella fascia d’età fino ai 25 anni, è del 31%, contro un 20% dell’Unione Europea. Molto meglio il Veneto che, per la stessa fascia d’età, “vanta” una disoccupazione del 24,6%. Modelli virtuosi ci giungono come sempre da Germania (7,2%), Austria (10,6%), Danimarca (10,8%), Paesi Bassi (11,3%) e Regno Unito (16,6%), con particolari picchi nelle regioni tedesche della Baviera (solo 4,2%) e del Baden-Württemberg (6,1%).

Giovani e lavoro: trend e opportunità

Aldilà dei numeri e del dato, comunque incoraggiante, che emerge dallo studio, quella che riguarda giovani, lavoro e disoccupazione è una questione molto annosa. Ed è importante concentrarsi su due principali elementi che stanno a monte di quest’analisi:

1) da un lato l’atteggiamento dei giovani rispetto al lavoro e il loro potenziale all’interno di un discorso di rilancio economico;

2) dall’altro il modo con cui le aziende e il sistema lavoro nel suo complesso stiano sfruttando tali potenzialità.

I due temi inevitabilmente si incrociano, fornendoci importanti spunti d’analisi.

I giovani, senza dubbio, rappresentano il punto di riferimento da cui ripartire per rilanciare le economie sia a livello locale e regionale, sia a livello nazionale. Il gap tra scuola (ma anche università) e mondo del lavoro tuttavia è molto ampio e per questo le aziende dovrebbero farsi interpreti di un ruolo più attivo nella formazione dei giovani e nel loro inserimento lavorativo.

Tra le iniziative volte a favorire una tale sinergia e quindi valorizzare le potenzialità delle nuove generazioni, la Camera di Commercio si fa partner e promotrice di tre interessanti progetti, già noti agli addetti ai settori:

- alternanza scuola-lavoro

- apprendistato formativo

- tirocini di Garanzia Giovani

Tali iniziative finalizzate all’inserimento lavorativo, offrono molteplici vantaggi e opportunità non solo al giovane in cerca di occupazione, ma anche all’impresa o organizzazione che intende assumere.

Aziende e nuove generazioni: obiettivo valorizzare

Il giovane vede aprirsi un percorso graduale di inserimento occupazionale, in cui poter acquisire fin da subito esperienza, competenze e responsabilità. L’impresa, dal suo canto, può contare su una nuova risorsa in possesso di tutte quelle conoscenze utili per ripensarsi, evolversi e aprirsi a un mercato internazionale.

Le nuove generazioni possiedono infatti il know-how necessario per rispondere alle sfide che il contesto digitale e tecnologico impone alle aziende. Ma questo know-how non è sempre valorizzato e ciò si riflette in due aspetti:

- dal lato prettamente numerico, come evinto dall’indagine camerale, il tasso di disoccupazione giovanile resta alto rispetto alla media europea (stando ai numeri del Young Workers Index 2016, l’Italia sarebbe addirittura all’ultimo posto tra i 24 Paesi Ocse);

- da un lato pratico, invece, l’approccio all’esperienza lavorativa di queste nuove generazioni (“Millenials”, “Twentysomething o “Generazione Z”) è radicalmente opposta rispetto a quelle passate.

Occorre sfruttare tali potenzialità, come fare?

Lombardia e Milano hanno già fornito importanti risposte in tal senso, sensibilizzando le imprese alla gestione e alla valorizzazione dei giovani e presentando loro le opportunità e i vantaggi nell’introdurre giovani in azienda. Anche così va letto il calo di disoccupazione giovanile registrato negli ultimi anni nella regione. Come testimonia il gap con gli altri Paesi europei, tuttavia, la strada è ancora lunga, ma il sentiero intrapreso è sicuramente quello giusto.

MUD 2017: è arrivata l’ora di compilarlo!

marzo 31, 2017 at 8:23 am

MUD_2017Il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) è la comunicazione annuale al catasto dei rifiuti, attraverso la quale devono essere denunciati i rifiuti prodotti dalle attività economiche, i rifiuti raccolti dal Comune e quelli smaltiti, avviati al recupero, trasportati o intermediati nell’anno precedente la dichiarazione.

Entro il 30 aprile 2017 è necessario compilare e presentare il MUD relativo al 2016: essendo il 30 aprile un giorno festivo, la scadenza è prorogata a martedì 2 maggio e sono previste sanzioni in caso di ritardi. È possibile presentare la dichiarazione attraverso due modalità:

Il MUD attualmente in vigore è strutturato in diverse comunicazioni che coprono varie tipologie di rifiuti, tra cui i rifiuti speciali, gli imballaggi, i veicoli fuori uso, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Non tutti devono presentare il MUD, è quindi consigliato controllare se rientrate tra i soggetti non obbligati alla presentazione della comunicazione.

Per facilitare la compilazione ed evitare errori, la Camera di Commercio di Milano mette a disposizione diverse soluzioni:

Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a mud@mi.camcom.it, chiamare lo 02 22177090 oppure contattare il Contact Center.

Comprare e affittare a Milano

marzo 13, 2017 at 3:38 pm

affittare-a-MilanoA Milano è il momento di comprare e di dare in affitto.

I prezzi medi degli immobili a Milano a fine 2016 erano ai minimi storici (sotto il livello di dieci anni fa) per la compravendita, confermando le tendenze iniziate già nel primo semestre 2016. Mentre i canoni per affittare a Milano continuano a crescere (in media +2,9% in sei mesi e +3,7% in un anno), e i costi sono scesi circa del 12% rispetto a 5 anni fa.

Ti preoccupano tasse e rischi dell’affitto?

Scegli il canone concordato! I parametri per affittare a Milano con questo tipo di contratto sono stati ridefiniti nel 2015, e ora il divario rispetto il mercato libero è quasi completamente compensato dalle agevolazioni fiscali di IMU e di cedolare secca. Inoltre puoi rivolgerti ai servizi gratuiti di Milano Abitare, progetto non profit promosso dal Comune di Milano: un incentivo a fondo perduto fino a 2.000 euro, garanzie contro il rischio di morosità incolpevole degli inquilini e assistenza nel calcolo del canone – e a breve ulteriori agevolazioni appena approvate dal Comune, tra cui fino a 8.000 euro di contributo per ristrutturazioni dell’alloggio.

Ti interessa il mercato immobiliare milanese?

Oltre ai prospetti semestrali dei prezzi di tutta la Città Metropolitana di Milano e di Monza e Brianza, scopri anche tutti gli altri servizi offerti da TeMA (Territori, Mercati e Ambiente SCPA), l’azienda partecipata dalla Camera di commercio di Milano dedicata alla valorizzazione del territorio: rassegna stampa, formazione, annunci immobiliari e tante altre opportunità per chi vuole vendere, comprare e affittare a Milano e dintorni!

Trasparenza: l’accesso agli atti è un diritto per tutti

marzo 13, 2017 at 3:24 pm

dirittoRichiedere l’accesso agli atti della Camera di Commercio è un tuo diritto.

Le recenti normative in materia, pur mantenendo i capisaldi del diritto alla privacy e un’attenta regolamentazione della materia, ti garantiscono l’accessibilità a documenti, dati e informazioni detenuti da tutti gli enti pubblici: il diritto di accesso è infatti una della principali misure previste per favorire la trasparenza e prevenire la corruzione, rendendo la Pubblica Amministrazione (PA) una “casa di vetro”.

Anche la Camera di Commercio di Milano garantisce a tutti i cittadini il diritto di accesso e da oggi è possibile farlo con una semplice richiesta per tutte e tre le tipologie previste dalla normativa: l’accesso documentale, l’accesso generalizzato e l’accesso civico.

L’accesso documentale è il tradizionale accesso agli atti, già previsto dalla legge 241 del 1990: permette a chiunque di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti da una PA riguardanti attività di pubblico interesse, purché il richiedente abbia un interesse diretto, concreto e attuale rispetto al documento stesso. La richiesta di accesso, che può essere fatta online o presentando un modulo cartaceo, va quindi motivata, e l’ente è tenuto a rispondere entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. La Pubblica Amministrazione, una volta sentiti gli eventuali controinteressati, che hanno il diritto di opporsi alla richiesta, risponderà con un provvedimento scritto e motivato.

L’accesso generalizzato, disciplinato dall’articolo 5 comma 2 del decreto legislativo 33 del 2013, è stato recentemente introdotto dal d. lgs. 97 del 2016, sul modello del Freedom of Informaton Act (FOIA) statunitense. La fondamentale differenza rispetto al documentale sta nel fatto che non è richiesta la motivazione: questa tipologia di accesso può essere infatti richiesta anche in assenza dell’interesse diretto, concreto e attuale necessario per l’accesso documentale.

L’accesso civico invece, previsto dall’articolo 5 comma 1 del d. lgs. 33 del 2013, riguarda quei dati, documenti e informazioni oggetto di obbligo di pubblicazione da parte della PA. Il cittadino può quindi chiedere la pubblicazione di tutte quelle informazioni che l’ente aveva l’obbligo di pubblicare e ha omesso di farlo, o lo ha fatto solo parzialmente. Anche in questo caso l’ente ha 30 giorni di tempo per adempiere la richiesta, pubblicando il contenuto e comunicando al richiedente il link relativo.

L’accesso agli atti può essere effettuato online oppure presentando una richiesta all’URP della Camera di Commercio. Consulta la pagina dedicata per tutte le informazioni.

Bollettini di pagamento…Io non ci casco!

marzo 6, 2017 at 4:54 pm

bollettini-falsiTi è mai capitato di ricevere un modulo che offre servizi non chiari, e apparentemente gratuiti? O bollettini di pagamento molto simili a qualcosa che già sapevi di dover versare – quota annuale della Camera di commercio, registrazione di un marchio…? Già precompilati coi dati della tua azienda, e dall’aspetto piuttosto credibile.

In caso (se ti può consolare) non sei l’unico: questi trucchi mietono vittime da oltre un decennio in tutta Europa!

L’impresa individuale “Casellario Unico Telematico Imprese” e la società “Portale imprese” sono solo gli ultimi due soggetti sanzionati in Italia per l’invio di bollettini di pagamento ingannevoli: pratiche commerciali scorrette volte a “condizionare indebitamente il processo decisionale delle imprese” e “ingenerare il convincimento che si tratti di una comunicazione proveniente da un organismo pubblico”. E in entrambi i casi si faceva impropriamente riferimento alla Camera di commercio.

Ma la casistica è ampia. Sono state segnalate anche richieste ingannevoli di:

  • informazioni e dati societari;
  • registrazione a banche dati, registri e albi;
  • verifica dei consumi di energia elettrica;
  • bollettini di pagamento per marchi, disegni e modelli;
  • dati e coordinate bancarie;
  • dati per verifiche anti usura; …

 Come ti puoi tutelare?

Abbiamo predisposto alcune indicazioni e consigli per metterti in guardia da bollettini di pagamento ingannevoli e altre pratiche commerciali scorrette. In particolare:

  • ricorda che le comunicazioni provenienti dalla Camera di Commercio sono solo quelle su carta intestata, con il logo e l’esatta denominazione dell’ente;
  • l’iscrizione alla Camera di Commercio comporta il versamento del cosiddetto diritto annuale (che va versato ogni anno) che avviene tramite F24 oppure sul piattaforma Pago PA;
  • consulta il vademecumIo non ci casco!” dell’AGCM(Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), con spiegazioni e esempi su cosa ti deve insospettire.

In caso di dubbi o perplessità contattaci! Scrivi all’URPonline, o telefona al Contact Center!

Firma digitale: chiedi online, ricevi dove vuoi!

febbraio 22, 2017 at 9:25 am

EasyFirma-dispositivo-firma-digitalePrimi in Italia. Apriamo la strada all’innovazione digitale con una novità nell’ambito pubblico nazionale, per venire incontro – letteralmente – alle esigenze degli imprenditori e professionisti milanesi. Stiamo parlando del nostro servizio Easyfirma, che ora permette di ottenere i dispositivi di firma digitale senza mettere piede fuori casa, grazie al nuovo metodo di riconoscimento via webcam, già sperimentato con notevole successo e soddisfazione per l’utenza.

Come funziona? Semplicissimo.

  1. Scegli il dispositivo che preferisci
  2. Paga online con la carta di credito
  3. Prenota l’appuntamento per la procedura via webcam: l’operatore potrà vederti direttamente sul suo schermo e confermare la pratica.

E ricevi il dispositivo all’indirizzo che desideri!

Non hai un pc dotato di webcam (al momento non si possono utilizzare smartphone o tablet)? Non c’è problema: puoi sempre ritirare il tuo dispositivo in Camera di commercio, su appuntamento e senza fare alcuna coda.

Le tipologie di dispositivi di firma digitale che puoi scegliere:

  • token USB, pronta all’uso senza bisogno di ulteriori strumenti e installazioni, con 2 GB di memoria interna;
  • smart card, procurandosi apposito lettore e scaricando il software.

Maggiori informazioni sul nostro sito, alla sezione dedicata ai dispositivi di firma digitale, e per il servizio online EasyFirma puoi inviarci una richiesta di assistenza, o contattarci al numero 800226372 – da fuori provincia di Milano e da cellulare: 02 8515 2000 (attenzione: il sistema è ottimizzato per i browser Chrome e Firefox).

Ma… e SPID? Si tratta sempre di autenticazione digitale, ma con funzionalità e funzionamento diversi: leggi l’articolo dedicato!

Contratti di rete: vi aiutiamo ad aiutarvi!

febbraio 7, 2017 at 1:30 pm

Rete ImpresaI contratti di rete in Lombardia hanno superato quota 800 (circa un quarto del totale nazionale, di 3.320 reti), coinvolgendo 2.838 imprese: una crescita di adesioni annua del +16,3%; oltre un terzo (943) hanno sede a Milano (vedi il focus periodico di Unioncamere Lombardia e le ultime statistiche). +12% l’aumento di contratti di rete solo negli ultimi 8 mesi in Lombardia.

Perché fare una rete di imprese? Perché dove non arrivi da solo, potresti arrivare sviluppando sinergie, con imprese del tuo settore o complementari: innovazione, internazionalizzazione, acquisti… in poche parole, per perseguire vantaggi reciproci!

Tre gli step per formare una rete:

  1. trovare altre aziende con obiettivi condivisi;
  2. formulare un programma che dettagli anche le attese di ritorno economico e come ripartirlo;
  3. individuare la forma giuridica più adatta e stipulare un contratto di rete, da depositare presso la Camera di commercio competente.

Nella sezione reti di imprese del nostro sito, che abbiamo appena aggiornata, puoi trovare tutte le informazioni e i servizi gratuiti che offriamo a supporto delle imprese interessate, in particolare:

  • incontri di primo orientamento di 2 ore per Micro e PMI non ancora costituite in rete;
  • appuntamenti di assistenza individuale per Micro e PMI che abbiano già stipulato contratti di rete o formulato progetti di rete dettagliati.

Iscriviti online!

Microcredito d’impresa agevolato

febbraio 7, 2017 at 1:18 pm

Microcredito“Voglio avviare una nuova attività, o innovare o ampliare la mia struttura, o migliorare l’organizzazione e la strumentazione. Sì… ma il capitale dove lo trovo?”

Davanti a questo dilemma spesso l’aspirante imprenditore si arena e il piccolo imprenditore rinuncia a progetti vitali per via della difficoltà di ottenere un finanziamento bancario, o per il timore degli interessi da pagare.

I nostri servizi di Orientamento finanziario sono assistenze specialistiche, di gruppo o personalizzate, appositamente pensate come prima bussola per l’accesso al credito.

Tra le varie opportunità, un nuovo strumento particolarmente interessante grazie ai fondi stanziati è il Bando agevola microcredito d’impresa:

  • 150.000 euro in contributi a fondo perduto per abbattere il tasso di interesse;
  • servizi gratuiti (grazie a 100.000 euro del Comune di Milano)di formazione e accompagnamento personalizzato fino a 18 mesi.

In sintesi, un microcredito meno caro e più efficace! Possono accedere lavoratori autonomi e microimprese della Città metropolitana di Milano che chiedono un microcredito d’impresa: un prestito fino a 25.000 euro per una durata fino a 6 anni, finalizzato a un investimento specifico tra quelli elencati.

Fondazione Welfare Ambrosiano, ente promotore del bando, è attiva dal 2011 nel microcredito d’impresa e per la persona per un totale di oltre 3,4 milioni di euro erogati fino ad oggi: guarda il video di presentazione.

E se il tuo obiettivo è aprire una nuova attività, approfitta anche degli incontri gratuiti Punto Nuova Impresa per porre tutte le tue domande a un esperto!

Export moda Made in Milan

gennaio 25, 2017 at 3:10 pm

export-modaExport moda: la moda è Milano.

Finite le sfilate di Milano moda uomo, tiriamo le fila di un settore che non conosce crisi e sostiene le esportazioni milanesi anche quando altri comparti si contraggono, come rileva il rapporto Milano Produttiva 2016.

Qualche numero dell’export moda Made in Milan:

 

  • 13 mila imprese, terza in Italia dopo Roma e Napoli;
  • prima per addetti, 87 mila;
  • di gran lunga la prima coi 20 miliardi di fatturato (seconda Vicenza con 8);
  • 4,5 miliardi vengono dall’export, in crescita del +8,2% rispetto al +1,2% di media italiana.

La mappa dell’export moda italiana sul sito Promos consente un colpo d’occhio globale: nello specifico delle esportazioni milanesi e lombarda, i maggiori mercati sono Francia, Hong Kong e USA, e sono in forte crescita Canada, Corea e Giappone (rispettivamente +20%, +18% e +13%).

Tra le proposte Promos 2017 per il settore export moda, abbiamo varie opportunità di business e di formazione. In particolare, eccone alcune con possibilità di contributi a fondo perduto:

Tutti i numeri dell’economia milanese nel 2016

gennaio 17, 2017 at 8:55 am

numeri economia milaneseBuon 2017 dunque!

Dopo la breve analisi dello scorso anno dal punto di vista dei servizi e strutture camerali, guardiamo ora quale eredità lascia il 2016 nell’ambiente vitale per il quale operiamo: il mondo imprenditoriale ed economico milanese.

Teniamo conto che:

  • il punto di partenza era favorevole, un 2015 definito nell’ultimo Rapporto Milano produttiva “anno della ripresa”;
  • il contesto finanziario di questi 12 mesi ha visto invece un grande aumento dell’incertezza, dalle crisi dei titoli bancari alla Brexit passando per il precipitare di Piazza Affari durante il primo trimestre.

Arriviamo ai dati milanesi 2016.

  • Le imprese, secondo il bilancio 2016, registrano una crescita solida sia di numero (+1,3% rispetto al +1,6% del 2015) sia di addetti (+4,2%, molto più del +0,7% del 2015), e superiore alla media regionale e nazionale 2016. Milano resta seconda in Italia per numero di imprese e prima per addetti. Guardando già in ottica di Camera Metropolitana, si può notare che superiore alla media è anche Monza, con una crescita di +0,5% imprese e +3,3% addetti.
  • L’economia locale, secondo le nostre analisi trimestrali, mostra segnali positivi grazie a un aumento degli ordini esteri soprattutto nel secondo trimestre 2016; nel terzo invece si nota un generale rallentamento, in particolare nel commercio, ma relativamente prevedibile considerando che comprende il mese di agosto.

Saranno riuscite le spese straordinarie delle feste di Natale e Capodanno a consolidare il trend economico? Per saperlo, attendiamo le analisi dell’ultimo trimestre 2016: non perdetevi i prossimi numeri della newsletter Camera News per sapere quando usciranno!