La sicurezza stradale è da sempre uno dei temi centrali nel mondo delle biciclette.
Negli ultimi anni, le nuove tecnologie hanno aperto la strada a soluzioni innovative che possono contribuire a rendere gli spostamenti su due ruote più sicuri.
Proprio su questo tema si è concentrata la Call for Solutions 2023 promossa dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi.
Tra i progetti selezionati c’è Cyclo – Safe Alert, ideato da Antonio Crinieri, fondatore e CEO di B4 Group: una piattaforma di sensoristica intelligente che integra un’applicazione software, basata su Artificial Intelligence e Computer Vision, con una serie di sensori IoT, capaci di segnalare e rilevare in tempo reale i potenziali rischi su strada.
Come siete venuti a conoscenza della Call for Solutions di Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ? Come vi ha supportato nel vostro progetto?
Abbiamo conosciuto la Call for Solutions 2023 attraverso i canali istituzionali della Camera di Commercio e di Assolombarda, di cui siamo associati e di cui seguiamo con interesse le iniziative dedicate all’innovazione e allo sviluppo del territorio.
La call è stata per noi un’occasione concreta per passare dall’idea al prototipo, con l’obiettivo di realizzare un sistema compatto che integrasse sensori di distanza, riconoscimento visivo e allerta multimodale, per migliorare la sicurezza dei ciclisti in città. Siamo molto forti sulle tecnologie di hyperautomation e intelligenza artificiale, ma per questo progetto serviva anche un’integrazione con competenze più hardware, come la progettazione elettronica dei sensori IoT, l’interfacciamento con microcontrollori e la gestione dell’alimentazione e delle comunicazioni wireless.
Il bando ci ha permesso di collaborare con partner qualificati, accedere a laboratori attrezzati e validare il prototipo in ambiente controllato, accelerando così il percorso di sviluppo della piattaforma e la transizione verso la successiva fase di test su strada.

Come possono le nuove tecnologie IoT e l’AI aumentare la sicurezza stradale?
Le tecnologie IoT, Intelligenza Artificiale e Computer Vision stanno già cambiando la sicurezza stradale nel mondo automotive, dove molti veicoli di nuova generazione raccolgono e analizzano in tempo reale grandi quantità di dati per prevenire situazioni di rischio e assistere il conducente.
Nel mondo delle biciclette, invece, questo approccio rappresenta una frontiera emergente ma ormai molto vicina. Progetti come Cyclo – Safe Alert portano queste stesse logiche anche ai ciclisti, grazie a sensori di distanza, microcamere e algoritmi di riconoscimento visivo che rilevano veicoli e ostacoli nei punti ciechi e avvisano l’utente con segnali visivi, acustici o tattili.
Nel nostro sistema, la Computer Vision e i sensori IoT lavorano insieme per “leggere” l’ambiente circostante, mentre l’AI interpreta i dati per distinguere oggetti, traiettorie e comportamenti potenzialmente pericolosi. Il risultato è una sorta di consapevolezza aumentata che riduce i tempi di reazione e aumenta la sicurezza in movimento.

Nei prossimi anni, l’evoluzione delle reti 5G e 6G renderà queste comunicazioni sempre più rapide e affidabili, aprendo la strada alla mobilità connessa e collaborativa. Le tecnologie V2X (Vehicle-to-Everything) permetteranno a veicoli, biciclette e infrastrutture di scambiarsi informazioni in tempo reale: semafori che dialogano con i mezzi in arrivo, auto che “vedono” un ciclista nascosto da un ostacolo, sensori urbani che segnalano condizioni di rischio. I
n questa prospettiva, IoT, AI, V2X e connettività avanzata costruiranno un ecosistema in cui ogni elemento della strada — dai veicoli ai dispositivi indossabili — contribuirà attivamente alla sicurezza e all’efficienza complessiva della mobilità.
Quali sono gli impatti sociali o ambientali del vostro progetto?
Il progetto Cyclo – Safe Alert ha un forte impatto sia dal punto di vista sociale sia da quello ambientale.
Dal lato sociale, interviene sulla sicurezza dei ciclisti, un tema che rimane critico: nel 2024 in Italia sono stati registrati circa 185 ciclisti deceduti sulle strade e nel 2025, secondo i dati consolidati degli osservatori di sicurezza stradale. Nel corso del 2025 il numero complessivo delle vittime ha superato le 210 unità, segnando un incremento di oltre il 13 % rispetto all’anno precedente e confermando un trend di crescita della pericolosità per gli utenti vulnerabili della strada. La maggior parte degli incidenti avviene in ambito urbano, spesso in situazioni di traffico misto e in assenza di piste ciclabili protette.
Il nostro obiettivo è colmare il divario tecnologico rispetto al mondo automotive, fornendo anche ai ciclisti strumenti di prevenzione attiva basati su sensori e intelligenza artificiale, in grado di ridurre concretamente il rischio di incidente. Inoltre, migliorare la sicurezza significa anche favorire una mobilità più accessibile, inclusiva e meno vulnerabile.
Per quanto riguarda l’ambiente e la mobilità urbana, rendere la bicicletta un mezzo più sicuro significa incentivare la mobilità dolce: meno auto in strada, minori emissioni e città più vivibili. Inoltre, il progetto introduce una dimensione di intelligenza collettiva, grazie alla possibilità di raccogliere dati aggregati sugli eventi di rischio.

Si tratta di dati anonimi e non riconducibili al singolo utente, a meno che non sia lui a scegliere di attivare una funzione di tracciamento personale per motivi di sicurezza. Questi dati, elaborati in forma aggregata, possono fornire indicatori utili alle amministrazioni locali per individuare aree critiche, migliorare la pianificazione delle piste ciclabili e intervenire con soluzioni mirate. In questo modo, il progetto non serve solo al singolo ciclista, ma contribuisce anche al bene collettivo, favorendo una mobilità più sostenibile, intelligente e orientata al futuro.
Avete dei consigli da dare ad altre imprese innovative nel settore bike?
Il mondo della bike economy sta crescendo rapidamente e offre moltissime opportunità, ma anche tante sfide. Il consiglio che ci sentiamo di dare alle imprese innovative del settore è di pensare in modo sistemico, non limitandosi al singolo prodotto.
La vera innovazione nasce quando una tecnologia diventa parte di un ecosistema, capace di dialogare con biciclette, accessori, abbigliamento tecnico, infrastrutture e servizi. Per questo motivo, riteniamo importante creare sinergie tra chi sviluppa soluzioni tecnologiche e chi opera nella filiera della mobilità su due ruote: produttori di biciclette, aziende di abbigliamento sportivo, fornitori di componentistica, gestori di servizi di sharing o flotte aziendali.
È in questa integrazione che la tecnologia può davvero fare la differenza. Nel nostro caso, l’obiettivo è rendere Cyclo- Safe Alert una piattaforma aperta e integrabile. Siamo interessati a collaborare con realtà che vogliano portare i nostri sistemi di rilevamento e allerta direttamente su supporti indossabili, sugli accessori o sui mezzi, così da rendere la sicurezza “nativa” e non un elemento aggiunto.
Immaginiamo un futuro in cui la connettività tra bici, ciclista e infrastruttura sia totale, dove la sicurezza sia distribuita e invisibile, ma sempre attiva. Crediamo che la crescita del settore passerà da qui: collaborazione, interoperabilità e visione condivisa. L’innovazione, soprattutto nella mobilità sostenibile, non può essere un progetto individuale ma un percorso collettivo.