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La Scuola

I corsi di Bike Economy La Scuola: la spinta che serve (anche) a chi è già nel settore

Un corso strutturato bene, focalizzato su un aspetto specifico della bici, tenuto da insegnanti competenti e anche gratuito.”

È con queste parole che Gino Pisconti racconta la sua esperienza al corso “Principi costruttivi di un telaio”, uno dei corsi formativi di Bike Economy – La Scuola. Meccanico nella storica azienda produttrice di biciclette Guerciotti, Gino ha scelto di partecipare per approfondire le sue conoscenze sulla costruzione, la saldatura e la manutenzione dei telai, esplorando tecniche e materiali differenti. Pur trattandosi di un corso molto specifico, sottolinea come possa rappresentare anche un ottimo primo passo per chi si avvicina al mondo della bicicletta.

Gino, a dicembre 2024 hai partecipato al corso “Principi costruttivi di un telaio”. Di cosa ti occupavi in quel periodo?

In quel periodo lavoravo dove lavoro tutt’ora, in un’azienda che produce biciclette, Guerciotti export srl.

Cosa ti ha portato a prendere la decisione di partecipare al corso di Bike Economy – La Scuola? Perché questo corso era più adatto alle tue esigenze rispetto ad altre offerte formative?

Mi è sempre interessato il processo che c’è dietro alla costruzione di un telaio. Non è facile trovare un corso come questo che spiega la saldatura o la costruzione di un telaio con tecniche e materiali differenti. Il corso era proprio pensato per chi,  come me, fa già il meccanico da diversi anni e vuole approfondire questo tema.

In che modo, all’interno del tuo circuito professionale, sei venuto a conoscenza dell’offerta formativa di Bike Economy – La Scuola? È stata una decisione autonoma o presa in accordo con il tuo datore di lavoro?

In realtà sono venuto a conoscenza di questo corso tramite un post su Instagram. È stata una decisione autonoma.

La partecipazione al corso ti ha permesso di consolidare le tue competenze e/o di svilupparne di nuove? Se dovessi descrivere l’approccio didattico di Bike Economy – La Scuola dal punto di vista di un professionista che vuole alzare l’asticella, quali tre parole useresti?

Direi entrambe: ho consolidato alcune basi e ho acquisito nuove nozioni utili. Anche per chi, come me, lavora già in un contesto d’impresa, capire come vengono costruiti e assemblati i componenti aiuta a leggere meglio le bici: manutenzione, riparazioni e valutazioni tecniche diventano più consapevoli.
Se dovessi descrivere l’approccio didattico con tre parole direi: pratico, chiaro, stimolante. È un corso che offre una visione solida e ben strutturata del tema, e può essere un ottimo punto di partenza (o di “messa a fuoco”) anche per chi vuole poi specializzarsi ulteriormente.

Hai avuto la possibilità di applicare in contesto lavorativo le nozioni apprese durante il corso?

In modo diretto non moltissimo, perché nel mio lavoro mi occupo soprattutto di telai in carbonio e il corso era più focalizzato su tecniche e logiche di saldatura su materiali diversi. Però mi è stato utile “indirettamente”: mi ha dato una migliore comprensione dei principi costruttivi e dei ragionamenti tecnici che stanno dietro a un telaio, aspetti che tornano utili anche quando si analizzano problemi e si definiscono soluzioni di intervento.

Consiglieresti ad altre persone la partecipazione ai corsi di Bike Economy – La Scuola?

Sì, lo consiglierei. Il corso era ben organizzato, gratuito, con prove pratiche e ha offerto una panoramica concreta e completa sulla bike economy. Gli istruttori sono competenti e, anche in pochi giorni [NdR oggi il corso “Principi costruttivi di un telaio” non è più un corso a sé stante ma è parte di “Meccanico riparatore di biciclette”], il percorso è strutturato in modo efficace.

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