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L’ambiente in mediazione, intervista a Nicola Giudice

Da qualche anno Camera Arbitrale di Milano, società partecipata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha avviato un progetto sperimentale per la gestione dei conflitti ambientali attraverso la mediazione. Si tratta di un’esperienza molto innovativa, non solo nel panorama italiano.

La mediazione ambientale, l’esperienza con il Servizio Conciliazione di Camera Arbitrale di Milano

Controversie su tematiche ambientali e come risolverle con la mediazione: ne abbiamo parlato con Nicola Giudice, responsabile del Servizio di conciliazione Camera Arbitrale di Milano.

Nicola Giudice, Responsabile del Servizio Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano

Che cosa si intende esattamente per mediazione ambientale?

Come ogni forma di mediazione, ha lo scopo di aiutare due o più parti coinvolte in una controversia a dialogare tra loro per trovare una soluzione soddisfacente di comune accordo. Abbiamo pensato di focalizzare la nostra attenzione sulle vicende ambientali, con uno specifico progetto, perché sono estremamente complesse, sia per il numero di parti coinvolte sia per i problemi che si assommano. E poi perché sono connotate dallo stesso ricorrente problema.

Di cosa si tratta?

La mancanza di comunicazione. Lo si può dire di ogni controversia, in realtà. Ma in ambito ambientale il fenomeno è particolarmente grave perché quando la comunicazione è inefficace, il rapporto tra le parti coinvolte è compromesso e le conseguenze sull’ambiente sono spesso disastrose.

Puoi farci un esempio concreto?

In tutti i casi che abbiamo gestito in questi anni, le parti hanno avuto l’occasione di parlarsi solo quando è iniziata la mediazione. Le liti erano in corso da diversi anni, eppure nessuno aveva mai nemmeno provato ad organizzare un confronto. Molte volte è poi emerso che alla base c’erano informazioni non chiare, incomprensioni, interpretazioni della normativa che potevano essere discusse preventivamente.

Quali sono i casi che di solito vengono gestiti?

Dal condominio dove occorre sistemare il tetto in Eternit all’ente pubblico che ha utilizzato in modo improprio i fondi destinati all’ambiente, dalla realizzazione di un parcheggio che di fatto elimina un’area verde all’impugnazione di un regolamento comunale relativo alla circolazione dei veicoli, fino alla bonifica di terreni inquinati: la casistica è molto ampia e l’impatto davvero importante, sulla salute di tutti ma anche sull’economia e sul lavoro.

Da dove nasce la difficoltà del dialogo?

La materia ambientale è molto ampia e complessa: gli stessi professionisti del settore hanno le loro difficoltà a comprendersi tra di loro, che si tratti di giuristi o di scienziati. E la Pubblica Amministrazione può essere in difficoltà a stare dietro alle tante complessità. Per questo ritengo che un mediatore possa essere determinante per aiutare a promuovere un dialogo efficace tra tutte le parti.

In concreto che cosa fa il mediatore?

Facilita la discussione e fa in modo che tutti i soggetti interessati possano esprimere il proprio punto di vista; al tempo stesso si preoccupa che tutti ascoltino quanto è stato detto e, se necessario, sintetizza e favorisce il confronto sui punti più complessi. Inoltre, cerca di sensibilizzare i partecipanti affinché cerchino di concentrarsi su soluzioni concretamente percorribili.

Una figura che sembra un po’ manager e un po’ psicologo…

Né l’uno né l’altro ma i tratti in comune sono diversi. È vero che i rappresentanti di imprese, piccole e grandi, e della Pubblica Amministrazione, così come i professionisti sono esseri umani alle prese con le loro emozioni e, come detto, con problemi molto complessi da gestire per cui è necessaria un’ottima capacità di ascolto e grande apertura mentale.

Ma non sarebbe meglio prevenire i conflitti, invece di gestirli quando ormai sono scoppiati?

È una riflessione a cui risponde una nuova proposta a cui stiamo lavorando in sinergia con l’Ufficio Ambiente ed Economia Circolare. Stiamo collaborando, infatti, ad un progetto che si prefigge di aiutare cittadini, imprese, P.A. e professionisti a dialogare prima di prendere decisioni e condividere le informazioni in modo da essere tutti consapevoli del futuro che ci aspetta. Sarà un’iniziativa dedicata a prevenire i conflitti, complementare all’attività di mediazione ambientale.

Tavolo di presentazione del progetto e confronto con le Associazioni

25 giugno

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