Aprire un bar: essere imprenditori nuovi nel più classico dei business

maggio 9, 2014 at 11:23 am

Può essere un posto alla moda per l’happy hour  o un essenziale bar caffè: tra le attività d’impresa, il bar è sempre un evergreen, anche a giudicare   dal numero di esercizi esistenti, ben 148.164 in Italia, 25501 in Lombardia, 8524 a Milano e provincia (dati 2013 forniti dal Servizio Studi della Camera  di Commercio di Milano).  Senza contare che, pur in tempi di crisi, l’attività ha avuto un andamento anticiclico, almeno a Milano e provincia, dove tra il primo trimestre 2013 e lo stesso periodo 2014 si è registrato un aumento delle iscrizioni per questa attività pari allo 0,8%.

 I primi passi

La somministrazione di alimenti e bevande resta certo il piatto forte di chi apre un bar, ma oggi il dinamismo imprenditoriale è possibile anche  in questa attività grazie all’offerta di servizi accessori e all’uso dei nuovi strumenti di comunicazione digitale. Per questo, prima di partire occorre stendere un buon business plan che metta a fuoco, oltre alle variabili economiche e di gestione connesse all’apertura e al mantenimento, qual è il mercato in cui si va ad operare, cosa offre la concorrenza, che progetto si ha in mente: chi sono i potenziali clienti? Vicino al locale ci sono scuole o uffici? Cosa offrono i bar limitrofi? Mandano ai propri clienti una mail con i panini del giorno? Prevedono degli abbonamenti per i caffè? Quali servizi mancanti posso proporre?

Porsi queste domande e trovare delle risposte è già un buon punto di partenza per orientare il proprio business e iniziare l’iter amministrativo con le idee chiare. I passaggi burocratici non sono molti ed oggi è possibile accelerarli grazie alla tecnologia, sempre che si posseggano i requisiti per questo tipo di impresa.

Si tratta prima di tutto, di alcuni specifici requisiti morali e professionali. Questi ultimi in particolare, consistono nel possesso di uno dei titoli di studio previsti dalla legge attinenti al commercio e alla somministrazione di bevande e alimenti  (tra gli altri, il diploma di istituto alberghiero e la laurea in chimica) o, in alternativa, nell’aver svolto un periodo lavorativo presso un’impresa del settore alimentare, documentato con regolare iscrizione all’INPS. Per gli aspiranti baristi lombardi, tra i titoli “abilitanti” c’è anche la frequenza di un corso per la somministrazione presso uno degli operatori accreditati dalla Regione .

Oltra ai requisiti soggettivi, bisognerà anche accertarsi presso il Comune competente che i locali scelti abbiano la giusta destinazione  - meglio quindi optare per un locale che abbia già una destinazione commerciale – e siano in regola per quanto riguarda i requisiti igienico sanitari

A questo punto si può davvero partire: a Milano per aprire il proprio bar basta un giorno, anzi un click, quello che serve per inviare in forma telematica la SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività  allo Sportello Unico Attività Produttive. L’invio può avvenire in diversi modi : chi è già esperto di strumenti digitali e ha già la dotazione necessaria può farlo autonomamente; in alternativa, può avvalersi di un’associazione di categoria o del supporto di un professionista che procederanno tramite il portale comunale competente o attraverso il software Comunica Starweb  se la pratica, come accade di frequente, è contestuale a una domanda di iscrizione o variazione al Registro delle imprese.

La SCIA – se compilata e inviata correttamente – è valida sin dal momento effettivo di avvio dell’esercizio. L’amministrazione competente ha comunque la facoltà di accertare, entro 60 giorni dal ricevimento, il possesso e la veridicità dei requisiti dichiarati.

Quando il bar avrà aperto i battenti, ricordate di rispettare alcuni semplici ma essenziali obblighi: esporre l’autorizzazione/SCIA, affiggere il cartello con gli orari di apertura/chiusura e pubblicizzare i prezzi anche con una tabella riepilogativa.

Panini, caffè e …..

Dal classico “bar caffè” in cui è prevalente la somministrazione di bevande e la vendita di dolciumi e spuntini al “bar gastronomico” che vende anche cibi preconfezionati e precotti sino ai wine bar, il cuore dell’attività è la somministrazione di alimenti e bevande ma, come dicevamo all’inizio, è possibile prevedere alcune attività accessorie in grado di diversificare il business.

Tra i più classici plus, c’è la rivendita di tabacchi e valori bollati  che si può effettuare in seguito a un’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli competente anche a rilasciare autorizzazioni, concessioni, nulla osta in materia di gioco del Lotto e new slot mentre per gestire le lotterie istantanee – i Gratta e vinci, per intenderci – bisognerà fare apposita richiesta di concessione alla società Lotterie Nazionali.

Non richiede invece né autorizzazioni né licenze l’internet cafè  che può essere realizzato all’interno del bar e favorire una diversificazione della clientela.

In tutti i casi, il web marketing si rivela ormai un alleato prezioso quanto necessario: mailing list per aggiornare i clienti, un sito web che faccia da vetrina virtuale, l’uso dei social per costruire un network esperienziale intorno alla propria attività sono strumenti da valutare con attenzione anche in un’impresa apparentemente così “tradizionale” come il bar.

E per i baristi lombardi che vogliono lanciarsi o approfondire le opportunità del digitale, ad esempio progettando una app per il proprio locale o una originale vetrofania, sono disponibili contributi a fondo perduto grazie al bando Innovazione nel terziario che si aprirà il 20 maggio.

Un’ulteriore opportunità può essere rappresentata dalle reti d’imprese, uno strumento di aggregazione con altre realtà imprenditoriali su un progetto comune, ad esempio la valorizzazione dello stesso quartiere o la promozione di una specifica tipologia di prodotto. Fare rete può rivelarsi un moltiplicatore di business oltre che un buon modo per razionalizzare costi e risorse  e presso la Camera di Commercio di Milano è attivo un servizio di orientamento  a cui ci si può rivolgere senza alcun costo.

Se dopo avere letto questo post, siete ancora più decisi ad aprire un bar, ancora un ultimo consiglio. Rivolgetevi al Punto Nuova Impresa di Formaper, dove incontrerete esperti che sapranno consigliarvi su come affinare l’idea che avete già o su come muovervi per trasformare in realtà, anzi in bar, il vostro progetto.