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Le imprese raccontano PID

Il Digital Mentor a servizio della cooperativa Alveare

Il Digital Mentor del Punto Impresa Digitale fa parte di un network di professionisti, manager e/o imprenditori con forti competenze nel campo delle tecnologie Impresa 4.0, che mettono la loro esperienza a disposizione degli imprenditori per la diffusione della cultura digitale.

Fabio Ferri, fondatore di Alveare Cooperativa Sociale Onlus, è uno di questi imprenditori, che due anni fa si rivolge al PID per avere aiuto nell’individuazione dei processi di marketing e nell’attuazione degli stessi.

La cooperativa, attiva a Bollate dal 2001 nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, cerca da diversi anni di trovare nuovi mercati e di sviluppare quelli esistenti, consapevole del know-how acquisito e delle potenzialità di crescita. È attiva nell’ambito dell’assemblaggio meccanico e nelle lavorazioni informatiche relative alla digitalizzazione e scansione documentale con la versatilità che le permette di agire in contesti adiacenti. Lo sviluppo dell’art 14 è un’attività che nel tempo sta diventando primaria.

In questo percorso viene affiancato dal Digital Mentor (DM) Lucio Furlani.

Abbiamo chiesto ad entrambi di spiegarci quali obiettivi sono stati identificati, quali azioni sono state pianificate e quali risultati sono stati effettivamente raggiunti.

Fabio Ferri, imprenditore
Lucio Furlani, Digital Mentor del Punto Impresa Digitale

Quali erano le vostre richieste rivolte al Punto Impresa Digitale e quali obiettivi vi eravate posti?

Fabio Ferri (imprenditore): Le nostre richieste erano di avere un aiuto e una consulenza nell’approccio delle prime azioni di marketing che la cooperativa si apprestava a compiere. Gli obiettivi erano creare i primi mattoni di percorso di crescita aziendale.

Quali azioni sono state messe in campo per raggiungere gli obiettivi?

Lucio Furlani (Digital Mentor): Il tema principale era la crescita di Alveare.

Tuttavia uno dei punti che ho percepito dalla prima conversazione col Dott. Ferri era non solo creare una roadmap di trasformazione digitale ma anche farlo coinvolgendo le persone, a cominciare dal gruppo dirigente. Questo perché il Dott. Ferri voleva usare la mia consulenza anche come un’opportunità per esporre il team ad un diverso approccio all’analisi e alla pianificazione.

Quindi per prima cosa ho condotto un giro di orizzonte, intervistando tutto il leadership team, su una serie di punti concordati col Dott. Ferri, ma al tempo stesso lasciando queste conversazioni piuttosto aperte, in modo che le persone potessero anche sollevare degli spunti a cui lo stesso Dott. Ferri magari non aveva pensato.

Finito il giro di orizzonte, ho organizzato le idee in pochi gruppi logici. In totale il team aveva generato 14 possibili iniziative di crescita, dalle più semplici (es. creare un sistema che incoraggi il passaparola tra i clienti) alle più elaborate (es. definire una strategia di campagne outbound per la ricerca di nuovi clienti).

Le idee sono classificate secondo alcuni criteri molto semplici:

  • Difficoltà, sforzo realizzativo
  • Impatto sul business
  • Tipo di impatto (se maggiori ricavi o minori costi)

Con questo il Dott. Ferri ha convocato una riunione del Leadership Team dove tutte le idee sono state discusse e successivamente votate. Credo che la discussione in sé sia stata di valore per Alveare e per aiutare il leadership team a soppesare le opportunità e i costi.

Date le dimensioni della Società, il Dott. Ferri ha deciso che Alveare avrebbe dovuto concentrarsi su tre iniziative. Sulla base della discussione e dei voti, la decisione alla fine è caduta su:

  1. Automatizzare una serie di processi gestionali, anche al fine di introdurre una pianificazione di medio termine ed evitare picchi nei carichi di lavoro
  2. Definire una strategia proattiva di ricerca nuovi client (outbound). Col prerequisito di dotarsi di una soluzione CRM
  3. Valorizzare la presentazione di Alveare, anche attraverso la creazione di case histories

Ogni iniziativa è stata assegnata a un owner, con degli obiettivi, misure e una indicazione della tempistica attesa.

Io ho visto molti progetti di trasformazione procedere abbastanza bene fino a questo punto, con la definizione di un insieme di iniziative da perseguire. E nella maggior parte dei casi ho visto questi stessi progetti non proseguire dopo pochi primi incontri.

La mia raccomandazione quindi al Dott. Ferri, che subito l’ha accolta, è stata quella di creare contestualmente un PMO (Project Management Office), affidato ad una persona del leadership team, col compito di continuare a stimolare tutti gli owner delle iniziative a fare progressi, riportarli al resto del leadership team, mantenere uno stretto collegamento tra loro, riportare eventuali problemi, etc.

Quali risultati sono stati raggiunti?

Fabio Ferri (imprenditore): La consulenza di Lucio è stata molto coinvolgente ed ha riguardato il gruppo dirigente più altre persone disponibili al coinvolgimento. Abbiamo imparato a ragionare in modo strutturato e a pianificare operazioni che ci potessero far raggiungere gli obiettivi.

A distanza di quasi due anni da quell’intervento i risultati sono tangibili nel volume di fatturato conservato durante il periodo di pandemia e nella crescita del valore prevista alla fine del 2021: da 600.000€ a 1.000.000€ con un raddoppio delle persone occupate prevalentemente appartenenti alle categorie dello svantaggio.

Lucio Furlani (Digital Mentor): Sono rimasto in contatto con Alveare dopo il completamento del mio progetto e mi sembra che abbiano raggiunto risultati significativi su tutti i fronti.

Lato CRM in particolare, hanno svolto per conto loro un’analisi delle esigenze, una selezione tra alcune alternative disponibili per arrivare infine ad adottare un sistema molto calzante per la loro dimensione e complessità.

Ma al di là della consulenza su aspetti specifici, io credo che il metodo di lavoro, la disciplina dell’approccio, la creazione di un PMO siano stati il mio contributo principale ad Alveare.

Ed un contributo che spero rimanga nel tempo, aggiungendosi al patrimonio di competenze manageriali già in loro possesso.

Consiglierebbe, e perché, ad un'altra azienda di rivolgersi al PID?

Fabio Ferri (imprenditore): L’esperienza è stata positiva anche se breve ed ha stimolato la ricerca di competenze sempre più adeguate nel settore interessato.

Trasformazione digitale: qual è il valore aggiunto che da professionista può dare ad un'impresa nella scelta delle strategie migliori da attuare?

Lucio Furlani (Digital Mentor): L’intervento è molto breve, 20 ore. È importante che l’impresa abbia le idee chiare su cosa vuole raggiungere, su quale area vuole avere aiuto.

Ciò detto, il valore aggiunto credo che risieda principalmente nel portare delle prospettive diverse. Questo per la mia esperienza è sempre vero, in tutte le società, di qualsiasi dimensione e livello di maturità. È sempre dal confronto che nascono le idee.

Se anche tu vuoi usufuire gratuitamente del servizio di Digital Mentoring del Punto Impresa Digitale

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