Nel contesto delle iniziative promosse dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi per favorire un turismo sempre più inclusivo – tra cui il Bando Filiera turistica sostenibile e accessibile – realtà come FollowMi Around mostrano quanto l’ascolto del territorio possa generare innovazione e come l’accessibilità possa diventare motore di creatività e sviluppo.
Nata con l’obiettivo di offrire ai viaggiatori un’esperienza autenticamente milanese, FollowMi Around si propone di accompagnare i visitatori alla scoperta della città attraverso lo sguardo e la sensibilità di chi la vive quotidianamente. Fondata da giovani professionisti del territorio, l’impresa ha trasformato la passione per l’accoglienza e la valorizzazione della cultura italiana in un progetto imprenditoriale strutturato, capace di coniugare qualità del servizio e integrazione nella comunità locale.
Insieme a Beatrice Odelli, founder dell’impresa, abbiamo parlato della storia dell’impresa, dei suoi valori portanti e di come l’attenzione per l’accessibilità sia diventata sempre più centrale.
Che attività svolge FollowMi Around?
FollowMi Around è una realtà nata nel 2018 che crea esperienze innovative a Milano, pensate per far vivere la città in modo autentico e coinvolgente. Non si tratta di semplici visite turistiche, ma di attività immersive che uniscono cultura, gastronomia, lifestyle e incontri con persone e storie del territorio.
Negli anni abbiamo sviluppato format molto diversi tra loro – dai percorsi di street food alle esperienze legate alla musica e all’opera, fino a eventi culturali e collaborazioni con artigiani locali – con l’obiettivo di mostrare la Milano più autentica, quella vissuta dai milanesi. Da questa esperienza è nato anche Embrace Experiences, un progetto dedicato allo sviluppo di esperienze inclusive e accessibili a tutti, finanziato dall’European Innovation Council e da EISMEA nell’ambito del programma Futourisme.
Com’è nata l’idea di avviare questa attività e quali sono i valori fondanti?
L’idea è nata da un’esperienza personale di viaggio. Dopo aver viaggiato molto e aver visto come in alcune città del mondo il turismo esperienziale fosse più dinamico e creativo, ho sentito il desiderio di proporre anche a Milano qualcosa di diverso dai classici tour. Milano è una città straordinaria, ma spesso raccontata in modo molto tradizionale. Con FollowMiAround abbiamo voluto cambiare prospettiva: mettere al centro le persone, le storie e le esperienze.
I valori che guidano il progetto sono autenticità, curiosità, inclusione e sostenibilità. Crediamo che il turismo possa essere uno strumento per creare connessioni tra persone e territori, generando valore culturale, sociale ed economico.
Cosa rappresenta, nel suo ambito professionale, il concetto di accessibilità?
Nelle esperienze, accessibilità significa prima di tutto possibilità di partecipare. Non solo dal punto di vista fisico, ma anche culturale, sensoriale e sociale. Un’esperienza è davvero accessibile quando una persona non deve chiedersi se potrà partecipare oppure no, ma può semplicemente farlo. Significa progettare attività che tengano conto delle diverse esigenze delle persone fin dall’inizio, non come adattamento successivo. In questo senso, l’accessibilità non è un limite alla creatività, ma una straordinaria opportunità di innovazione.
Come si applica il concetto di accessibilità alla vostra offerta?
Con il progetto Embrace Experiences abbiamo iniziato a progettare esperienze utilizzando la metodologia Design for All, cioè pensando alle diverse esigenze delle persone fin dalla fase di ideazione. Questo significa, ad esempio, sviluppare attività che possano essere fruite anche da persone con diverse abilità fisiche, sensoriali o cognitive, ma che restino allo stesso tempo coinvolgenti e divertenti per tutti.
Un elemento fondamentale è anche la co-progettazione: collaboriamo con ambassador ed esperti, tra cui persone con disabilità e associazioni, per testare e migliorare continuamente le esperienze. Questo approccio ci permette di creare attività realmente inclusive e non solo teoricamente accessibili.
Dal suo punto di vista, quali sono le principali sfide che le imprese devono affrontare su questo tema?
Una delle principali sfide è culturale. Spesso l’accessibilità viene ancora percepita come un costo o un obbligo normativo, mentre in realtà rappresenta una grande opportunità di innovazione e sviluppo. Un’altra difficoltà riguarda la mancanza di informazioni e competenze: molte imprese vorrebbero migliorare l’accessibilità dei propri servizi, ma non sanno da dove iniziare. Infine c’è il tema della progettazione: rendere un’esperienza davvero accessibile richiede un cambio di mentalità, perché significa pensare fin dall’inizio a una pluralità di bisogni.
Lei ha preso parte al workshop sull’accessibilità promosso dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Quali motivazioni l’hanno spinta ad aderire? L’esperienza ha stimolato delle innovazioni nella vostra attività?
Abbiamo partecipato al workshop perché crediamo molto nel valore della collaborazione tra imprese, istituzioni e territorio su questi temi. È stato un momento molto utile per comprendere meglio le sfide concrete che molte imprese stanno affrontando rispetto all’accessibilità. Esperienze come questa sono importanti perché aiutano a creare consapevolezza e a stimolare nuove idee.
Dal suo punto di vista, quali sono le principali sfide che le imprese devono affrontare sul tema dell’accessibilità turistica?
L’accessibilità non riguarda solo le strutture, ma concerne più aspetti: esperienza, trasporti, comunicazione, accoglienza, formazione del personale. La sfida più grande è quindi lavorare in modo sistemico. Una destinazione può definirsi davvero accessibile solo quando diversi attori – imprese, istituzioni e operatori – collaborano per costruire un’offerta coerente. Allo stesso tempo, è importante superare l’idea che l’accessibilità sia rivolta solo a una piccola nicchia. In realtà riguarda una parte molto ampia della popolazione e rappresenta una leva strategica per lo sviluppo del turismo.
Quale messaggio desidera rivolgere alle realtà imprenditoriali che stanno valutando un percorso analogo?
Il consiglio è di vedere l’accessibilità non come un vincolo, ma come un’opportunità. Investire in accessibilità significa migliorare la qualità dell’esperienza per tutti, ampliare il proprio pubblico e contribuire a costruire una società più equa. Nel turismo, in particolare, significa rendere possibile qualcosa di molto semplice ma fondamentale: permettere a ogni persona di scoprire, vivere e condividere luoghi ed esperienze senza barriere.