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Innovazione

Quando la bici “parla” alla città: il progetto PRINCIPE di Tuttotondo

Ha preso avvio il progetto PRINCIPE – Piattaforma Resiliente INtegrata per CIclisti e PEdoni, grazie al finanziamento della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ottenuto nell’ambito del bando “Call for Solutions 2023 – Soluzioni per migliorare la mobilità in bicicletta”.

L’iniziativa è coordinata da TUTTOTONDO S.r.l., in collaborazione con E-Dway S.r.l. e con il supporto di partner tecnici e organizzazioni attive nella ricerca applicata e nella sperimentazione sul campo.

PRINCIPE nasce con l’obiettivo di rispondere alle nuove sfide della mobilità dolce, puntando su sicurezza e tracciabilità. Attraverso l’integrazione di tecnologie innovative, il progetto mira a supportare i ciclisti e a migliorare l’interazione tra utenti della strada, veicoli e infrastrutture urbane.

Abbiamo intervistato Carla Bernasco – CEO di Tuttotondo per descrivervi  il progetto.

Carla Bernasco – CEO di Tuttotondo

Carla, come nasce il progetto PRINCIPE e quale esigenza urbana ha voluto affrontare fin dall’inizio?

PRINCIPE nasce da un’osservazione molto concreta della città di Milano e del modo in cui la mobilità ciclabile è cambiata negli ultimi anni.

Sempre più persone scelgono la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, ma spesso lo fanno con una percezione di vulnerabilità: traffico intenso, interazioni continue con pedoni, auto, tram, mezzi in sharing.

Ci siamo chiesti come rendere la bici non solo un mezzo sostenibile, ma anche un mezzo capace di comunicare in modo chiaro con l’ambiente urbano.

Da qui è partita l’idea di sviluppare un ecosistema tecnologico che supportasse il ciclista nelle situazioni più critiche – le svolte, le frenate, la segnalazione della propria presenza – senza aumentare la complessità dell’esperienza di guida.
Oggi PRINCIPE è un progetto concreto, testato su strada e raccontato anche attraverso il sito ufficiale, che documenta il percorso di sviluppo, i case study e le soluzioni realizzate.

Come può un progetto come questo contribuire a una convivenza più consapevole tra ciclisti, pedoni e automobilisti?

Nel contesto urbano la sicurezza non dipende solo dalle infrastrutture, ma dalla capacità degli utenti della strada di capirsi tra loro in anticipo.
La parola chiave per noi è PREVEDIBILITA’.

Quando un ciclista segnala in modo chiaro e automatico quello che sta per fare, cambia completamente la dinamica con chi gli sta intorno: l’automobilista può rallentare prima, il pedone percepisce la traiettoria, gli altri ciclisti si regolano di conseguenza.

I sistemi di segnalazione automatica che abbiamo sviluppato vanno esattamente in questa direzione: ridurre l’incertezza e creare un linguaggio visivo immediato e universale. Nel video del case study sugli indicatori di direzione auto-attivati si vede bene questo passaggio: la tecnologia diventa uno strumento di relazione nello spazio urbano.

Che tipo di feedback avete ricevuto dai ciclisti e dai pedoni coinvolti nei test?

Il feedback più bello è stato: “mi sento più tranquillo”. Molti ciclisti ci hanno detto che con questi sistemi si sentono più tranquilli e più concentrati sulla guida, perché non devono più preoccuparsi di segnalare manualmente ogni manovra.
Questo è particolarmente importante a Milano, dove il traffico è dinamico e le decisioni devono essere prese in pochi secondi.

Anche i pedoni hanno percepito una maggiore chiarezza nelle intenzioni del ciclista: quando il movimento è leggibile, l’interazione diventa più naturale.

Questo ci ha confermato che stiamo lavorando non solo sulla sicurezza, ma anche sulla qualità della convivenza nello spazio pubblico.

Pensate che questo modello possa essere replicato in altre città italiane o europee?

Milano è una città complessa: pavé, intermodalità, turismo, mobilità in sharing, traffico intenso. Proprio per questo è un banco di prova ideale. Se una soluzione funziona qui, ha tutte le caratteristiche per essere replicata in altre realtà urbane, in Italia e in Europa.

PRINCIPE è stato progettato con una logica modulare e integrabile, quindi può adattarsi a flotte esistenti, a servizi di noleggio, a contesti diversi senza richiedere infrastrutture completamente nuove.

È un modello che nasce locale, ma che ha una visione chiaramente europea.

In quale modo la Call for solutions di Camera di commercio Milano Monza Brianza e Lodi vi ha supportato nel vostro progetto?

La Call for Solutions è stata il vero acceleratore del progetto. Ci ha permesso di passare dall’idea alla realizzazione concreta, finanziando le attività di ricerca, prototipazione e testing.

Ma il valore non è stato solo economico: il programma Bike Economy ha creato un ecosistema in cui imprese, innovatori e istituzioni lavorano insieme su una visione comune della mobilità.

La partecipazione all’evento “Come corre la Bike Economy” è stata la restituzione pubblica di questo percorso e un momento di confronto molto importante con tutta la filiera.

PRINCIPE guarda a un futuro più sicuro, sostenibile e condiviso: quali sono i prossimi passi del progetto?

Il progetto è già in una fase avanzata, ma il lavoro continua su due direzioni principali.
La prima è l’integrazione sempre più completa tra hardware e piattaforme digitali, per offrire un’esperienza continua all’utente.

La seconda è l’estensione delle applicazioni a nuovi contesti della micromobilità.
Parallelamente proseguono i test sul campo, perché per noi la validazione in ambiente reale è fondamentale: la tecnologia urbana deve funzionare nella vita quotidiana, non solo in laboratorio.

Che ruolo possono avere istituzioni e imprese nel sostenere l’evoluzione della bike economy?

Un ruolo decisivo. Le istituzioni possono creare le condizioni per sperimentare e investire sull’innovazione.
Le imprese hanno il compito di trasformare queste opportunità in soluzioni concrete e scalabili. Milano oggi è un laboratorio straordinario proprio perché esiste questo dialogo tra pubblico e privato.

La bike economy non è solo un settore produttivo: è un modello di sviluppo urbano che mette insieme sostenibilità, sicurezza, qualità della vita e competitività delle imprese.

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