Ad
Innovazione

Fuga Lab vince Switch2Product: reinventa la cargo bike per una mobilità intermodale

Fuga Lab si è aggiudicata a febbraio 2026 il grant dedicato alla Bike Economy di Switch2Product, il programma promosso dal Politecnico di Milano in partnership con la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi per la valorizzazione di progetti di ricerca da parte di team di studenti, ricercatori o dottorandi.
Fuga Lab è una cargo bike modulare che offre capacità di carico reale, ma si richiude in pochi secondi fino a dimensioni compatibili con il trasporto su treni e mezzi pubblici.

Abbiamo intervistato Nuño González Rebaque, CEO & Founder di Fuga Lab per conoscere meglio il loro progetto.

Nuño, puoi raccontarci brevemente di cosa si occupa Fuga Lab?

Fuga Lab è un laboratorio di progettazione che unisce un insieme di competenze chiave del settore, design e ingegneria per creare innovazione. L’industria della bicicletta vive di continue innovazioni incrementali, ma spesso fatica a introdurre nuovi significati o a creare nuove tipologie di prodotto in grado di rispondere realmente ai bisogni degli utenti.
Noi lavoriamo proprio per colmare queste lacune.
In questo momento stiamo sviluppando soluzioni per rendere le cargo bike più accessibili e convenienti per un mercato più ampio e variegato, contribuendo così a rendere il loro impatto ambientale positivo molto più diffuso e significativo.

Quali sono i vantaggi di una bici modulare e le differenze con le bici attualmente pieghevoli presenti sul mercato?

Le biciclette attualmente sul mercato permettono di utilizzare i trasporti pubblici o di ridurre l’ingombro in casa, ma non offrono la stessa unità funzionale dell’automobile, poiché non consentono di trasportare facilmente spesa, borsoni, figli o animali. Per questo motivo falliscono nel rappresentare una vera alternativa all’auto.

La nostra soluzione, invece, offre capacità di carico senza rinunciare alla portabilità, ampliando significativamente l’orizzonte d’utilizzo. Si configura come uno strumento completo per il trasporto intermodale con carico.

Inoltre, mentre i sistemi di piegatura tradizionali sono rigidi e limitati, il nostro sistema modulare consente diverse configurazioni di piega in base alle esigenze di compattamento: che si tratti di salire su un treno regionale, prendere un aereo, o utilizzare la bici a pieno carico o scarica, la configurazione può essere ottimizzata per ogni situazione.

Ci racconti come siete arrivati a questa soluzione tecnologica? Ci sono stati ostacoli o momenti chiave che hanno segnato il vostro percorso di ricerca e sviluppo?

Il cammino verso la soluzione è stato lungo, anche perché non nasce da un’intuizione tecnica, ma dal problema stesso dell’utente. Prima ancora di pensare alla soluzione tecnologica, abbiamo dedicato due anni a comprendere il problema e a definire con precisione le caratteristiche del prodotto (capacità di carico da cargo bike standard, dimensioni massime da piegata, ecc.).

Una volta definiti questi obiettivi, non esistono scorciatoie né miracoli: erano traguardi complessi da raggiungere, e l’unico modo per farlo è semplice: un team di esperti, lavoro intenso e moltissimi tentativi.
Con entusiasmo abbiamo intrapreso questo percorso, riuscendo non solo a trovare una soluzione, ma anche a brevettarla in tempi record.

Cosa vi ha spinto a partecipare al bando Switch2product?

Il bando Switch2Product è stato per noi un passaggio fondamentale, perché ci ha fornito una validazione sia tecnologica sia di mercato, rendendo la nostra proposta più solida.
Le motivazioni però non si fermano qui: la formazione e le sfide offerte dal programma sono elementi chiave per costruire una startup pronta ad affrontare il mercato.

Siamo sempre stati convinti del nostro progetto, ma Switch2Product rappresentava per noi una conferma importante del suo potenziale.
In fondo, però, la motivazione più forte è stata la voglia di mettere davvero alla prova la nostra idea, sapendo che, in ogni caso, ne saremmo usciti più forti. Ed è proprio questo l’aspetto più importante del percorso.

Come pensate di scalare il vostro prodotto su scala nazionale o internazionale?

La conoscenza del mercato e dell’utente che vogliamo servire ci consente di definire già da subito un chiaro piano di ingresso e crescita. I nostri orizzonti sono fin dall’inizio internazionali.
In Europa, la sostenibilità rappresenta un forte driver motivazionale, e i cambiamenti normativi rendono questo tipo di soluzioni sempre più convenienti, se non addirittura necessarie.

Il nostro focus è quindi quello di fare leva sui contesti in cui esistono incentivi per la transizione verso una mobilità sostenibile, per poi espanderci in tutte le aree urbane sufficientemente dense e sviluppate da poter beneficiare in modo significativo di uno strumento per il trasporto intermodale.

Questa strategia apre ampie opportunità in Europa, ma non solo: in futuro prevediamo di entrare anche nei mercati asiatici, che, pur essendo meno maturi, condividono caratteristiche urbane che rendono la nostra soluzione un’alternativa estremamente vantaggiosa.

Quali sono i vostri obiettivi di crescita per i prossimi 12–24 mesi?

Introdurre una nuova categoria di prodotto è un’operazione complessa; per questo, nei prossimi due anni i nostri obiettivi di crescita saranno principalmente qualitativi.

L’obiettivo è ottenere un feedback solido dalle prime serie di prodotti, costruire una comunità di utenti che contribuisca all’evoluzione del prodotto e, soprattutto, riuscire a introdurre la nostra soluzione presso player strategici che fungano da leader di mercato.

A questo scopo, stiamo sviluppando sia una strategia comunicativa mirata sia una rete di contatti che permetterà al nostro prodotto di raggiungere contesti in cui la mobilità sostenibile non è ancora riuscita a penetrare.

Questo focus qualitativo non è casuale, ma rappresenta il fondamento della crescita economica che prevediamo nei prossimi cinque anni, basata su un’immagine solida, sulla proprietà intellettuale e su una strategia di mercato efficace e ben strutturata.

Resta aggiornato sulle nuove opportunità per l’innovazione nel settore bike!

Iscriviti alla newsletter di Bike Economy e scopri in anteprima i prossimi bandi dedicati alle imprese più innovative.

Condividi!

Scrivi un commento