Crowdfunding, il finanziamento alternativo

febbraio 26, 2013 at 4:14 pm
Grazie alle reti sociali è nato un nuovo tipo di finanziamento alternativo rispetto ai canali tradizionali. Il crowdfunding consiste nella raccolta di denaro collettivo secondo una logica democratica e un meccanismo di base abbastanza semplice: si rende pubblico il proprio progetto tramite il web e si chiede alla gente di crederci e finanziarlo. I finanziatori non devono essere necessariamente qualificati ma possono essere cittadini comuni, imprese o associazioni e il progetto può rientrare in qualsiasi ambito. In Italia sta addirittura per essere lanciata la prima piattaforma a favore di un istituto di credito.

Kickstarter, la principale piattaforma di crowdfunding degli Stati Uniti, è stata lanciata nel 2009 e oggi conta oltre 3 milioni di finanziatori per un totale di più di 35.000 progetti. In Italia siamo arrivati a circa 20  piattaforme, nate per sostenere i progetti di un’ampia gamma di categorie (dai giornalisti ai musicisti). Ma la situazione dei due paesi è decisamente diversa. Prima di tutto in Italia il sistema di crowdfunding più diffuso è l’equity, basato su azioni finanziarie (viene definita una somma da raggiungere che va poi divisa in azioni), a differenza del reward, che si fonda sulle ricompense (tu mi finanzi e io ti do una piccola ricompensa) e che risulta essere il più diffuso negli Stati Uniti – almeno fino ad ora, essendo le regole d’oltreoceano in fase di cambiamento.

Secondo poi, nonostante l’Italia sia il secondo paese dopo gli Stati Uniti a essersi mosso per istituire delle norme in materia di crowdfunding, è anche vero che queste norme sono più restrittive che all’estero. Le aziende che potranno usufruire di questo sistema saranno infatti solo quelle innovative e i fondi raccolti non potranno superare il tetto di 5 milioni di euro. E la cosa non è confortante sapendo che, secondo i dati di Camera di commercio di Milano, oggi in Italia sono solamente 30 le aziende che corrispondono all’identikit di startup innovativa.

Proprio alla Camera di commercio di Milano lo scorso 19 febbraio si è fatto il punto della situazione durante il convegno Startup e Crowdfund Investing in Italia. Al centro del dibattito sono stati il decreto crescita 2.0 convertito in legge a dicembre 2012, in cui è stata regolamentata la raccolta di capitali via web, il lavoro che sta svolgendo la Consob in quanto ente preposto a definire le norme della raccolta dei fondi e a vigilare sul loro corretto funzionamento e le novità in via di definizione negli Stati Uniti. Ora non resta che attendere  il 19 marzo 2013, termine entro cui sarà presentato il regolamento.